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Canne fumarie: quali sono le regole per metterle a norma
pubblicato il 23 febbraio 2017 alle ore 16:04
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Canne fumarie: quali sono le regole per metterle a norma

Mia nipote è proprietaria di un loft, cioè di un vecchio ambiente originariamente adibito a lavatoio comune, situato sulla sommità di un condominio di sei piani dove si trova il lastrico solare. Lo ha acquistato già ristrutturato ed è felicissima di poter guardare dall’alto un bel panorama di Mantova e dei suoi laghi. Quando sono andato a vedere il suo nuovo alloggio ho subito esposto a mia nipote alcuni rilievi che mi sembravano legittimi come, ad esempio, la posizione della canna fumaria dell’impianto centralizzato di riscaldamento, che fuoriesce di circa un metro e mezzo dal lastrico solare e si colloca giusto all’altezza della finestra del loft, a una distanza di circa 2 metri, con il rischio che le correnti d’aria spingano i fumi verso la stessa. È possibile chiedere al condominio di elevare maggiormente la canna fumaria e portarla oltre il tetto del loft?

Gilberto, Mantova.

 

In una precedente rubrica ci siamo già occupati del problema delle canne fumarie e abbiamo chiarito che dal 2013 tutti gli scarichi devono arrivare al tetto, salvo un paio di eccezioni per caldaie singole. Già prima del 2013 era in vigore il D.P.R. n. 1391 del 22 Dicembre 1970 che prevedeva: “...le bocche dei camini devono risultare più alte di almeno un metro rispetto al colmo dei tetti, ai parapetti ed a qualunque altro ostacolo o struttura distante meno di 10 metri” nonché  “... le bocche dei camini situati a distanza compresa fra 10 e 50 metri da aperture di locali abitati devono essere a quota non inferiore a quella del filo superiore dell’apertura più alta, salvo deroghe particolari…" Il regolamento d’igiene del Comune di Mantova contempla: “Caratteristiche dei camini: le bocche dei camini devono arrivare al tetto dell’edificio di pertinenza e devono risultare più alte di almeno 1 metro rispetto a tutte le aperture distanti meno di 5 metri.” Oltre alle leggi speciali e ai regolamenti, il codice civile all’art. 890 impone il rispetto delle distanze dagli stessi stabilite e, in mancanza, quelle necessarie a preservare i vicini da danni alla salute. Recentemente la Suprema Corte, con sentenza 26.05.2015 n. 10814, si è così espressa: “Il rispetto della distanza prevista dall'art. 890 del codice civile, nella cui regolamentazione rientrano anche i comignoli con canna fumaria, è collegata a una presunzione assoluta di nocività e pericolosità che prescinde da ogni accertamento concreto nel caso in cui vi sia un regolamento edilizio comunale che stabilisca la distanza medesima. Diversamente, in difetto di una disposizione regolamentare, si ha pur sempre una presunzione di pericolosità, seppure relativa, che può essere superata ove la parte interessata al mantenimento del manufatto dimostri che mediante opportuni accorgimenti può ovviarsi al pericolo o al danno del fondo vicino.”
Come vede sembra improbabile che la canna fumaria che sbocca sul terrazzo sia a norma; la stessa infatti sembra collocata senza alcuna osservanza del regolamento d'igiene che abbiamo un po' interpretato e, se questo non la dovesse riguardare, la sua posizione deve in ogni modo essere modificata per non arrecare danno a nessuno.
 

Marisa Raffaldini ( immobiliare@ vocedimantova.it)
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