Provincia
Rubati pluviali e grondaie da diversi immobili
La banda del rame in azione a Villimpenta
pubblicato il 13 aprile 2017 alle ore 13:45
immagine
Ladri anche all'ex night "Topkapi"

Villimpenta  Torna a colpire la banda del rame. Alcune sere fa ignoti malviventi hanno asportato una quarantina di metri di pluviali in rame dal tetto di un rustico disabitato, ma in fase di ristrutturazione sito in via Fossa, a Pradello di Villimpenta. Nessun segno di effrazione nel fabbricato di proprietà di un libero professionista del paese, segno che i malviventi sapevano bene come muoversi. Hanno agito di notte, concentrandosi sul retro del rustico, quindi lontano dai possibili sguardi dei passanti. Una volta dentro il cortile hanno cominciato a staccare metro su metro di “oro rosso” e quindi lo hanno caricato sopra un furgone. A confermare il sospetto che qualcosa non andava, c’era anche una vecchia scala in legno, rovesciata a terra in mezzo all’erba. Il danno patito ammonta a 3.000 euro e non è coperto da polizza assicurativa. Sul furto stanno indagando i militari della Stazione Carabinieri di Castel d’Ario. La stessa banda di malviventi potrebbe essere l’artefice del tentato furto di una decina di metri di grondaie in rame dall’ex night club “Topkapi”. L’immobile di via Bertolde, chiuso da anni in seguito ad un incendio di matrice dolosa, è posto sulla Sp 30 che conduce da Villimpenta a Gazzo Veronese. A dare l’allarme sono stati i residenti della zona, cui è bastato rivolgere lo sguardo verso il tetto per verificare la sparizione delle gronde situate sul lato ovest del capannone. Ma in questo caso qualcosa o qualcuno deve aver disturbato i ladri, costretti ad abbandonare la refurtiva a terra, nei pressi del cancello d’ingresso. Una piaga, quella dei furti di rame, cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi quindici anni. Specializzati in questo tipo di colpi sono soprattutto i predoni provenienti dall’Est Europa che non si fanno alcuno scrupolo a razziare canali di scolo, grondaie, tettoie e addirittura vasi e crocifissi divelti dalle tombe nei cimiteri. Il metallo finisce poi per essere rivenduto o riutilizzato sul mercato illegale. Un chilo di “oro rosso” può arrivare a costare fino a 12 euro. (m.v.)

 

Commenti