Provincia
A Castelbelforte
Telecamere fisse e mobili per stanare i furbetti
pubblicato il 13 aprile 2017 alle ore 22:07
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Il municipio di Castelbelforte

Castelbelforte   L’amministrazione comunale di Castelbelforte dichiara “guerra” alle discariche abusive e ai furbetti dei rifiuti. In attesa del pronunciamento della Corte Europea sul ricorso presentato dalla ditta Aprica di Brescia (ex gestore del servizio) nei confronti della Adigest di Rovigo, la società che si era aggiudicata per i prossimi cinque anni il servizio della raccolta dei rifiuti, il Comune ha deciso di correre ai ripari per scovare gli incivili che sistematicamente giungono da fuori paese per conferire in maniera abusiva i loro rifiuti, ma anche quei residenti che ancora li depositano scorrettamente. Per scoraggiare queste situazioni “fuori regola” saranno utilizzate le 11 telecamere fisse alle quali si aggiungerà a breve un’autocivetta dotata di apparecchiatura fotografica che di volta in volta sarà posizionata nelle varie piazzole ecologiche comunali. La nuova misura di monitoraggio è stata illustrata dal sindaco  Massimiliano Gazzani  durante l’ultima seduta comunale. «L’integrazione al regolamento di videosorveglianza che abbiamo approvato - riferisce il primo cittadino - dà la possibilità di poter utilizzare le immagini delle nostre telecamere di videosorveglianza per poter sanzionare il conferimento selvaggio dei rifiuti da parte di cittadini non residenti nel nostro territorio, fenomeno purtroppo molto diffuso e che comunque da tempo viene in parte mitigato dalle segnalazioni di privati cittadini, dai vigili locali e anche da alcuni amministratori comunali: io stesso qualche sera fa ho pizzicato una persona di Porto Mantovano mentre portava la spazzatura qui a Castelbelforte». Il cosiddetto “turismo dei rifiuti” proviene sia dal Veronese (in particolare da Erbè e Trevenzuolo), sia dai Comuni limitrofi di Roverbella, San Giorgio, Bigarello e Castel d’Ario. Per impedire il ripetersi ed il moltiplicarsi di questi cattivi esempi, l’amministrazione ha così deciso di adottare, in concerto con la Polizia locale, questo nuovo strumento, con l’auspicio che possa aiutare ad individuare i trasgressori. Ma per contrastare il proliferare di queste azioni lesive per il territorio, occorre anche una campagna di sensibilizzazione parallela, che magari parta dai giovani. A tale riguardo l’assessore all'Istruzione Anna Leggio ha ricordato come oramai da alcuni mesi è stato inserito nel piano diritto allo studio delle scuole locali dei corsi di educazione ambientale dove si insegna e si sensibilizza l’alunno all’importanza della raccolta differenziata. (m.v.)

 

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