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Cronaca
Lui nega: chiedo solo soldi, non rompo
Professione: parcheggiatore abusivo
pubblicato il 18 aprile 2017 alle ore 12:41

Mantova «Io no rompi. Chiede soldi. Basta». Parla come  Bello Figo, il rapper che ha fatto infuriare mezza Italia, il profugo reinventatosi parcheggiatore abusivo beccato nei giorni scorsi dal consigliere comunale  Luca de Marchi che lo ha intervistato sul “posto di lavoro” (video), lo spiazzo di viale Albertoni, di fronte al vecchio ingresso dell’ospedale. Ufficialmente la “risorsa”, come la chiama de Marchi, non fa il parcheggiatore abusivo. Semplicemente chiede soldi a chi parcheggia nello spiazzo in cui si aggira, ma «no rompi», assicura lui. «No c’è lavoro. Familia a casa - dice il profugo -. I can’t steal (non posso rubare). I can’t do anything against the law (non posso fare niente contro la legge)». Insomma un bravo ragazzo che chiede solo un po’ di spicci ai passanti senza dare fastidio. In effetti ha l’aria decisamente innocua, tanto da lasciarsi riprendere dallo stesso consigliere comunale armato di un semplice smartphone. Quelli che danno fastidio sono altri. «La situazione è la medesima tanto qui vicino all’ospedale come in tanti parcheggi adiacenti i centri commerciali - spiega De Marchi -. Sono zone ottimali per il bivacco e per l’accattonaggio  da parte dei soliti abusivi che mettono in atto come sempre il solito giochetto psicologico: ti si affiancano, iniziano a chiedere pochi euro per mangiare ma al diniego della gente diventano insistenti e in alcuni casi minacciosi. Le donne - aggiunge il consigliere comunale - sono le prede predilette per questi individui, con i loro modi di fare riescono ad impaurirle ottenendo quello che vogliono. La situazione inizia ad essere insostenibile in varie zone della città e là ove istituzioni e forze dell'ordine non intervengono, la gente si rivolge a me - conclude De Marchi -. Io non faccio nulla di illegale. Soltanto un assiduo controllo del territorio e la pubblica denuncia nei casi di degrado ed insicurezza». Il consigliere comunale più agguerrito di Mantova scende sempre più spesso per le strade cavalcando anche il malcontento della gente comune nei confronti delle situazioni di degrado che le varie zone della città offrono ormai a tutte le ore del giorno e della notte. D’altro canto proprio in questi ultimi mesi si sono registrati numerosi casi di accattonaggio molesto, con una vera e propria escalation di segnalazioni. Oltre ai protagonisti tradizionali della questua molesta, generalmente nomadi e slavi, negli ultimi mesi si sono aggiunti anche migranti accolti nei centri di accoglienza della nostra provincia. Tra i luoghi più gettonati di queste questue ci sono soprattutto i parcheggi, tanto quelli liberi che a pagamento. Infatti non basta il ticket del parcometro a far sì che gli automobilisti possano lasciare la loro auto e andare in giro tranquilli per il centro. Spesso vengono avvicinati da questi personaggi che chiedono una sorta di tassa per il quieto vivere, oppure in questo caso, per la “quieta sosta”. Uno tira fuori gli spicci e l’altro “no rompi”. Un mondo perfetto.

Carlo Doda
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