Provincia
Mercoledì i funerali a Villimpenta
Quindici sacerdoti per l'ultimo saluto a don Ezio Foglia
pubblicato il 19 aprile 2017 alle ore 12:49
immagine
L'arrivo del feretro in chiesa

di Matteo Vincenzi

Villimpenta/Barbassolo Chiesa mantovana in lutto: ieri l’addio a  Don Ezio Foglia , spentosi domenica all’età di 94 anni. Il longevo parroco, punto di riferimento per quarant’anni della comunità di Villimpenta e per altri venti in quella di Barbassolo (senza dimenticare i sei trascorsi in giovane età a Carbonara Po), era un grande uomo di chiesa con lo sguardo costantemente rivolto alle persone che soffrivano e si trovavano in difficoltà, con un occhio di riguardo per gli anziani. La chiesa villimpentese di San Michele Arcangelo ieri mattina non è riuscita a contenere tutte le persone intervenute per dare l’ultimo commosso saluto ad un parroco che ha moltiplicato l’inno di lode all’opera di Dio. Quella stessa chiesa che tre mesi prima (accompagnato dall’adorato nipote che durante la messa ha letto un’emozionante lettera in onore dello zio) aveva voluto visitare per l’ultima volta, in rigoroso silenzio ad ammirare la bellezza dei marmi, dei dipinti sacri e delle pregiate tele che anche con i colleghi non perdeva occasione di decantare. Alle esequie liturgiche hanno partecipato quindici sacerdoti e il Vicario Generale  Don Gian Giacomo Sarzi Sartori , che affiancato dai parroci di Villimpenta,  Don Nelson Furghieri , e di Roncoferraro,  Don Alberto Bertozzi , ha reso omaggio a  Don Ezio portando i saluti dei tre Vescovi con i quali aveva condiviso il proprio percorso pastorale:  mons.  Marco Busca , mons. Roberto Busti  e  mons. Egidio Caporello . Quest’ultimo era legato da un’amicizia fraterna con Don Ezio. Tutti lo ricordano con affetto sincero, di stima e di rispetto. Perché essere parroco per Don Ezio significava fare parte di una famiglia grandissima. Una famiglia verso la quale non si risparmiava mai. Ed è stato effettivamente così finché la salute gliel’ha permesso. «Al Signore presentiamo un fratello-sacerdote che lo ha amato incondizionatamente e che ha speso la vita con entusiasmo e abnegazione notevoli - ha detto il Vicario Generale -. Qui a Villimpenta ha svolto il suo ministero sacerdotale per quaranta lunghi anni, dove ha profuso le sue energie apostoliche per realizzare tante iniziative lodevoli». Iniziative che hanno contribuito a fare crescere la comunità villimpentese: pensiamo soprattutto alla scuola materna Maria Ausiliatrice guidata dalle Suore Pastorelle, alla fondazione della sezione Avis locale, al tempo dedicato al faticoso restauro del Santuario della Madonnina, al sostegno ai Cori di Villimpenta e di Barbassolo. Energico, attivo, attento alle problematiche dei giovani, non si tirava mai indietro nell’offrire tutto sé stesso agli altri, in particolare ai ragazzi che all’epoca frequentavano la parrocchia. «Con lui potevamo condividere i nostri problemi e i nostri dubbi da adolescenti; ci ha accompagnato nella nostra vita da adulti», racconta chi lo ha conosciuto. Aveva a cuore il destino delle famiglie e i loro problemi diventavano anche i suoi. Negli anni avanzati si è dedicato con immutato impegno alla parrocchia di Barbassolo, presso la Pieve dei Due Pozzi intitolata ai Santi Cosma e Damiano. Si adoperò in ogni sede per farle ottenere l’appellativo di Santuario e per organizzare nel vicino circolo Anspi il convegno annuale della sanità e della salute. Don Ezio era così. Tenace, Instancabile. Un grande uomo, oltre che una guida spirituale. Nella lettera che lasciò ai cittadini al momento del suo trasferimento da Villimpenta a Barbassolo scrisse: «Fatemi partire nel nome del Signore».  Parole di 23 anni fa, ieri divenute “profetiche”. In punta di piedi era entrato nelle case della gente, in punta di piedi conquistò i cuori dei fedeli e in punta di piedi se n’è andato.

 

Commenti