Cronaca
Omicidio colposo
Tre morti dopo il trapianto. Primario indagato
pubblicato il 19 aprile 2017 alle ore 23:02
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Tre morti dopo il trapianto. Primario indagato

Mantova Il nome di un primario nonché noto chirurgo mantovano sarebbe per il momento l’unico iscritto nel registro degli indagati di un’inchiesta che la procura di Mantova sta conducendo dopo che tre persone sono morte nel giro di un anno in seguito a un trapianto di organi donati da un bresciano. Tutto è partito nel 2012 nel momento in cui un bresciano si è suicidato con un colpo di pistola. I suoi familiari, come gesto di generosità, avevano deciso per l’espianto degli organi, che era poi avvenuto a Mantova. Il primo paziente a fruirne era stato un 63enne della Lucania al quale era stato innestato un rene donato dal bresciano, ma nell’arco di circa un anno le sue condizioni erano via via andate peggiorando, fino ad essere costretto a sottoporsi a dialisi, inizio di un calvario conclusosi purtroppo con il decesso. Una relazione privata tramite i legali della famiglia dell’uomo aveva accertato che il 63enne fosse morto di tumore. Lo stesso destino che ha colpito altre due persone che, dopo essersi fatti trapiantare un rene e un fegato dello stesso donatore, hanno perso la vita nell’arco di un anno. La situazione e le denunce hanno portato la procura di Varese prima e Mantova poi, ad aprire un’inchiesta per omicidio colposo. Unico indagato, per il momento, sarebbe un noto primario di Mantova che secondo l’ipotesi accusatoria avrebbe eseguito l’espianto degli organi sembra senza effettuare la biopsia, ovvero senza verificare che gli organi fossero sani. La stessa accusa è però arrivata alla conclusione di chiedere l’archiviazione, mentre al contrario il giudice ha disposto nuove indagini.

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