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Troopo inquinamento. Venerdì sera l'incontro
A Gazoldo nasce il comitato per la salute
pubblicato il 11 maggio 2017 alle ore 17:48

Gazoldo  Sono dati allarmanti quelli forniti dall’Arpa e dall’Ats nel corso del tempo. Dati che riguardano i livelli di inquinamento che caratterizzano il territorio di Gazoldo degli Ippoliti e che hanno spinto tre residenti a dare vita al Comitato per la salute pubblica, con il quale chiedono al sindaco  Nicola Leoni di intervenire in modo deciso per far rispettare le leggi sull’ambiente. A dare il La all’iniziativa sono  Silvio Chiarini, pensionato,  Sandro  Chizzola, dipendente, e  Marco Morelli, giornalista. Il primo incontro pubblico del comitato è in programma per venerdì sera alle 20.30 nella sala polivalente al primo piano del centro Fenice. Ma a cosa si deve la nascita del comitato? Al lavoro che Chiarini ha svolto in modo autonomo per una decina di anni e al quale ora vorrebbe dare una svolta. Un lavoro nel quale ha coinvolto l’Arpa, l’Ats, la Provincia e il Comune.A far scattare l’allarme e a provocare la nascita del comitato gazoldese sono i dati forniti dall’Arpa. «Faccio un solo esempio - spiega Chiarini -: nel 2011 è stata installata una centralina per le verifiche sulla qualità dell’aria nel cortile della scuola elementare del nostropaese. I risultati sono stati allarmanti: ne è risultato che per il 33% del funzionamento, i livelli di Pm10 registrati erano superiori il limite massimo consentito. E, se guardati a livello annuale, secondo quei dati a Gazoldo i dati avrebbero sforato i livelli massimi per la protezione della salute umana. Stiamo parlando di dati rilevati nel cortile della scuola elementare, non sotto alla ciminiera di qualche azienda». Dopo aver ricevuto quei dati, però, Chiarini volle vederci chiaro e chiese di risalire alla causa delle emissioni. Ne risultò che a provocare il superamento dei limiti massimi, sono le emissioni prodotte dalla combustione della legna negli impianti di riscaldamento delle abitazioni. «L’Organizzazione mondiale della sanità - specifica Chiarini - ha sottolineato come i fumi della legna da ardere siano cancerogeni di tipo 1. Nel corso degli anni, per portare avanti questa battaglia, ho incontrato Arpa, Ats, Provincia, Comune e via dicendo. E il Comune dal canto suo dovrebbe intervenire per fare in modo che tutti i nostri concittadini rispettino le leggi e le regole sulle combustioni della legna. Non stiamo parlando di timori infondati, ma di una situazione di pericolo oggettiva confermata da analisi, dati, numeri e rilevazioni degli organi competenti».  (g.b.)
 

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