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Cronaca
Guardia di Finanza - Operazione Pecunia Olet
Puzza di denaro: blitz nel mantovano
pubblicato il 17 maggio 2017 alle ore 17:48

Mantova L’hanno chiamata “pecunia olet”, ovvero “il denaro puzza”, modificando il detto latino utilizzato quando si tratta di ricevere emolumenti per le più diverse attività, anche quelle considerate meno nobili. Che il denaro lasci una scia ben distinguibile è però evidente e lo sanno bene i militari della Guardia di Finanza di Brescia che nei giorni scorsi - unitamente agli agenti della squadra Mobile bresciana - hanno messo i sigilli a diversi beni immobili per un valore complessivo di circa quattro milioni di euro. Alcuni di essi si trovavano anche in provincia di Mantova, in particolare a Bozzolo dove sono stati requisiti 31 unità tra garage, appartamenti e magazzini.Una operazione, quella appena portata a termine, che ricalca in realtà indagini che il 19 dicembre del 2016 avevano portato al sequestro di beni e conti correnti per un totale di 10 milioni di euro. Destinataria del provvedimento era una donna originaria del bergamasco, ma di fatto residente in Svizzera dove - secondo gli inquirenti - la stessa effettuava riciclaggio. Un’attività che negli ultimi cinque mesi non sarebbe però terminata. I militari sostengono infatti che la donna sia la titolare di due società che avevano il possesso degli ultimi immobili sequestrati: ben 87 unità site - oltre che nel mantovano - anche tra bresciano, bergamasco e varesotto. Non solo: le due società proprietarie degli immobili hanno quote formalmente intestate ad un prestanome svizzero ma, di fatto, riconducibili alla bergamasca. Da dove arriva il denaro riciclato? Gli inquirenti, ancora nell’operazione terminata lo scorso dicembre, avevano spiegato che si tratta di proventi illeciti provenienti da reati tributari e fallimentari: diverse società edili del bresciano venivano create e successivamente svuotate delle risorse finanziarie che terminavano su conti correnti di istituti di Italia, San Marino, Svizzera e Singapore. Iban che rimandavano direttamente a società offshore aventi sede tra Panama, Isole Vergini e Isole Marshall, tra i Caraibi e l’Oceania. A gestire le società c’erano - sostiene la Finanza altre compagnie elvetiche, in una sorta di incredibile circolo che inizia e termina proprio nello stato alpino. Per questo motivo le autorità italiane si sono dovute servire del prezioso aiuto di quelle svizzere per smantellare il giro di illeciti. Di pochi giorni fa l’ultima operazione con i sigilli posti su immobili siti anche nel mantovano.

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