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Panico all'ospedale Poma
Devasta il pronto soccorso perché ha perso il lavoro
pubblicato il 22 luglio 2017 alle ore 23:50

Mantova Era arrivato in ospedale a Mantova nella tarda mattinata di sabato per un accertamento sanitario obbligatorio. A.S., 26enne originario di Avellino e residente a Suzzara era stato ricoverato nella saletta di rianimazione del pronto soccorso del Carlo Poma in ossrvazione. Intorno alle 16, svanito l'effetto dei seddativi, ha cominciato a dare in escandescenze sfasciando tutto ciò che gli capitava sotto mano. Ha afferrato una piantana per le fleboclisi e usandola come una spranga ha sfasciato i vetri delle porte della saletta in cui era ricoverato, per poi accanirsi sui macchinari che ha letteralmente devastato. Impossibile fermarlo per medici e infermieri del reparto, che a quel punto è stato sgomberato in attesa dell'arrivo delle forze dell'ordine. C'è voluto l'intervento di quattro uomini tra carabinieri e polizia, per bloccare il 26enne che avanzava minacciando chiunque gli si facesse incontro brandendo la piantana e avanzando a piedi scalzi incurante dei cocci di vetro che ricoprivano il pavimetno. Per risolvere la situazione è stato necessario creare un diversivo; gli agenti della questura hanno spruzzato dello spray al peperoncino in faccia al 26enne, e a quel punto i carabinieri sono scattati e lo hanno immobilizzato mentre ilpersonale sanitario provvedeva a sedarlo. Il giovane è stato quindi intubato e portato in rianimazione. Attualòmente è sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (tso), ma non si esclude che in seguito possa scattare l'arresto. Sono infatti molto gravi i danni che il 26enne ha causato in ospedale. La saletta della rianimaziomne è inagibile e l'azienda ha recuperato due posti letto defdicati all'emergenza dal reparto di osservazione breve. Danneggiati seriamente diversi macchinari del valore di decine di migliaia di euro. Quanto ai motivi per cui il giovane è stato colto da una crisi di vera e propria follia, ci sarebbe quello della perdita del lavoro. Il 26enne era un operaio dell'Iveco il cui contratto a termine non è stato rinnovato. 

Carlo Doda
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