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Il comitato di valutazione ha passato ai raggi x i soggetti
Ecco come è nata la nuova Aciemme
pubblicato il 8 agosto 2017 alle ore 09:56
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Ecco come è nata la nuova Aciemme

Mantova  Cinque proposte: una scartata a priori per insufficienza di documentazione, le restanti valutate e soppesate attentamente. Fino al testa a testa Di Tanno-Marai, vinto dal primo. Questa è stata la volata per accaparrarsi il titolo sportivo del nuovo Mantova in Serie D. Un bando attentamente ponderato dal Sindaco  Mattia Palazzi, che ha voluto analizzare le proposte secondo alcuni principi guida:  la solidità economica della proposta; la composizione della società e la definizione dei ruoli; la proposta di un business plan; l’organigramma sportivo proposto; la connessione con il territorio mantovano; il programma di sviluppo del settore giovanile. Sono state poi verificate la veridicità delle proposte di sponsorizzazione, l’organigramma sociale, eventuali elementi problematici a livello giudiziario dei componenti e informazioni raccolte sul curriculum delle precedenti attività sportive svolte. Come detto, in partenza è stata scartata la proposta di Salvioli, che presentava una documentazione carente. Se la sono poi giocata la Robox (cordata Marai), Heritage Sport (Dana), Tonelli, Penta/Di Tanno.  Nella tabella sono state comparate le voci di ricavo delle varie cordate. E sono state fatte dalla Commissione alcune considerazioni, che riportiamo sinteticamente.  Altri ricavi -  Voce residuale dove sono stati inseriti ricavi a vario titolo (quote iscrizioni giovanili, valorizzazione calciatori, plusvalenze e merchandising).  Abbonamenti e biglietteria -  E’ stata giudicata sovrastimata la valutazione di Heritage in base all’analisi storica delle presenze allo stadio (310.000 euro). Importante la stima di Di Tanno (250.000), giudicate invece aderenti alla storicità le proposte Robox-Marai (150.000) e Tonelli (200.000).  Sponsor e pubblicità -  La commissione, per quanto concerne la cordata Tonelli (sponsor sarebbero stati gli stessi soci) ha espresso perplessità sulle reali capacità di una delle aziende indicate di far fronte agli impegni. Un’altra, avendo forma di società semplice, non ha prodotto bilancio e quindi non se ne poteva conoscere la capacità finanziaria. La terza, invece, sarebbe risultata in grado di assumersi l’impegno. Per quanto riguarda Heritage, alla richiesta di fornire ulteriori elementi di impegno da parte degli sponsor, non ha fornito risposte. Robox (Marai) ha concordato con una società attiva nel mondo delle sponsorizzazioni sportive il reperimento di sponsorizzazioni, che però non sono state precisate nel merito (dunque non è stato possibile per la Commissione esprimersi). Penta/Di Tanno hanno indicato una serie di sponsor. A seguito di verifiche tre sponsor su quattro hanno confermato, il quarto ha confermato il contatto dichiarando la disponibilità ad azioni di co-marketing.  Mezzi propri - In questa voce sono compresi gli apporti di capitale ed eventuali finaziamenti dei soci che sarebbero  stati effettuati in favore delle società.  E’ stata effettuata anche un’indagine di solidità patrimoniale (richiesti bilanci al 31/12/2016 e i due precedenti). A fornirle sono state solo Robox (Marai) e Penta/Di Tanno, con parametri che hanno soddisfatto la Commissione. Per quanto riguarda le comparazione dei costi, emergono due valori anomali per la cordata Tonelli: personale e altri costi. Giudicato anomalo anche lo scarsissimo investimento prospettato da Heritage sul settore giovanile. Entrambe le cordate non avrebbero comunque risposto alle precise richieste di integrazione documentale per verificare alcune poste inserite nei business plan.

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