Cronaca
Indagine della Polizia Postale
Proposte indecenti anche a donne incinte. Denunciato molestatore seriale
pubblicato il 11 agosto 2017 alle ore 20:08
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Proposte indecenti anche a donne incinte. Denunciato molestatore seriale

Mantova Chiamava in continuazione, di giorno e di notte. A volte se ne stava zitto ad ascoltare l’angoscia delle sue vittime, quindi riattaccava e faceva partire i messaggi con whatsapp o messenger. Messaggi espliciti come le richieste che faceva a voce alle sue vittime, tutte donne, cui chiedeva senza troppi giri di parole incontro a sfondo sessuale, inviando, pare, anche foto eloquenti. La Polizia Postale ha sequestrato telefoni smartphone e computer a S.T., un operaio 35enne di Quistello, che è stato denunciato per molestie continuate. Una trentina le denunce a suo carico da parte di altrettante donne finite nella rubrica telefonica del molestatore, una rubrica che l’uomo si era costruito grazie ai contatti che aveva tramite facebook; ma il sospetto è che il numero di vittime sia maggiore. Tra queste c’è anche una giovane donna mantovana che il 35enne avrebbe subissato di telefonate e messaggi con richieste esplicite di incontri a sfondo sessuale nonostante sapesse che era in stato interessante. La donna, preoccupata per la propria incolumità, si è rivolta qualche settimana fa alla Polizia Postale per denunciare il molestatore, e ha così scoperto di essere solo una delle tante finite nel mirino di un autentico maniaco sessuale. Le sue vittime non erano solo mantovane e non c’era una fascia d’età precisa: dal Veneto all’Emilia dai 20 ai 50 anni; al molestatore bastava riuscire a stabilire un contatto per partire lancia in resta all’assalto. “Hai pensato di darmela? Perché non mi rispondi? Ti voglio scopare. Ti piacerebbe, vero? Vengo a trovarti” e altri messaggi su questo tenore, oltre alle telefonate a voce. Un modus operandi  ben rodato, quello del 35enne. Non per niente si tratta di un soggetto già noto per fatti analoghi. Il 35enne era infatti già finito nel mirino della Polizia Postale di Mantova lo scorso marzo, quando gli agenti che lo avevano individuato gli avevano sequestrato il cellulare. Lui non si era certo preoccupato più di tanto e se n’era subito procurato un altro con il quale aveva ripreso a contattare le stesse vittime. L’ultimo cellulare e relativa Sim-card se li era procurati un mese fa. Un paio di giorni fa gli agenti hanno eseguito una perquisizione domiciliare al termine della quale hanno sequestrato telefoni e computer al 35enne. Dopo la convalida del sequestro da parte del gip, gli inquirenti hanno chiesto anche un provvedimento di custodia cautelare nei confronti del molestatore, ma il giudice non avrebbe ancora preso una decisione al riguardo.

Carlo Doda
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