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Eventi e Società
Tributo ai Pink Floyd in piazza Castello
In 800 per gli Eclipse
pubblicato il 31 agosto 2017 alle ore 12:01

Mantova   Vedendo il cartellone di “Mantova Arte e Musica” al momento della presentazione degli ospiti, a qualcuno probabilmente questo dubbio è venuto: “Perchè una tribute band?”. Caso inedito per la rassegna, ma il motivo è presto spiegato. Facciamo un passo indietro: nel marzo 1967 un simpatico gruppo di musicisti consegnò al mondo radiofonico il suo primo singolo  Arnold Layne, seguito qualche mese dopo da  See Emily play e dalla partecipazione al programma “Top of the pops”. Questo gruppo, per dovere di cronaca, erano i Pink Floyd. Quale modo migliore per festeggiare i cinquant’anni della band se non rendere loro tributo, appunto, con una tribute band? Ed ecco che arriviamo a ieri sera, quando sul palco di piazza Castello sono saliti gli  Eclipse,  band che ha riproposto il meglio di mezzo secolo di storia del gruppo di David Gilmour e Roger Waters in un concerto della durata di un paio d’ore dove, a farla da padrone, sono stati il divertimento e i momenti “amarcord” per il divertimento dei circa 700 presenti. Sul palco erano in dieci, capitanati da  Alberto Cavazza alla voce, provenienti dalle province di Reggio Emilia, Verona e, appunto, Mantova. Quasi venti anni di musica assieme per gli Eclipse hanno reso possibile un groove sul palco abbondantemente rodato, complice anche la bravura di musicisti come  Fausto Carcione al basso, i chitarristi  Paolo Torelli e  Gianluca Molinari, così come  Andrea Mai all’hammond. Ventisette canzoni in scaletta che hanno solleticato le emozioni dei presenti, oltre cinquecento persone. Da  The great gig in the sky (complimenti alla corista,  ndr) a  Money, dall’omonima  Eclipse alle due parti di  Another brick in the wall, intervallate da  The happiest days of our lives. E poi ancora  Comfortably Numb, Mother, Shine on your crazy diamond, senza dimenticare l’applauditissima  Wish you were here e il gran finale con  Run like Hell. Valore aggiunto dello show anche la scenografia, accattivante tanto quanto essenziale, con giochi di laser e video ben curati, che si adattavano alla grande alle canzoni proposte dagli Eclipse. Che, dalla loro, hanno avuto il merito di aver aperto il cassetto dei ricordi, facendone fuori uscire il meglio di una storia chiamata Pink Floyd. Bravi!
 

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