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Blues Made in Italy
Cerea, Mississippi due passi da Mantova
pubblicato il 11 ottobre 2017 alle ore 23:24
Van Kery Blues Band

Cerea Cerea, Mississippi, come dicono negli States. E un pezzo di Mississippi con le sue acque melmose (Muddy Waters) deve essere finito per qualche strana magia voodoo nella Bassa Veronese, dove dal 2010 in ottobre approda questo barcone (e qui si sconfina anche in Louisiana) carico di appassionati di Blues. Quanti sono?  Visto che si entrava gratis non è facile stabilire quanta gente sia passata a questa ottava edizione di Blues Made in Italy, andata in scena sabato scorso 7 ottobre nei padiglioni dell’Exp di Cerea. Lorenz Zadro, a capo dell’omonima associazione che organizza la rassegna, ha fatto un calcolo sui piatti serviti tra pranzo e cena: 12mila il conto finale. Cifra che è tutt’altro che una sparata visto il pienone fatto anche quest’anno da questo festival che per un giorno trasforma questo angolo della Bassa Veronese in un juke joint del Mississippi. Ma i numeri hanno un’importanza relativa per una festa gigantesca che si è consumata attorno a due palchi allestiti in due padiglioni distinti. Il palco elettrico nel cuore del festival, tra gli stand degli espositori, la zona ristorante e il wine bar. Il palco unplugged in un padiglione più piccolo e con un’atomesfera decisamente più raccolta, come si addice a un evento acustico. In mezzo un piccolo spazio all’aperto che è stato preso nel vero senso della parola, da artisti non accreditati ma che hanno dato vita a un festival dentro al festival, culminato con l’esibizione di un gruppo di adolescenti che a rap e hip-hop preferiscono il vecchio blues e le sue intramontabili 12 battute. Sulla qualità degli artisti che si sono esibiti tra il mezzogiorno e l’alba, c’è poco da dire: si tratta del meglio del blues in Italia, tanto è vero che questo festival formato fiera è ormai un appuntamento imprescindibile per gli appassionati del genere e attira spettatori anche dall’estero oltre che da regioni e province limitrofe (Mantova compresa, ça va sans dire). Tra gli oltre 50 set elettrici e acustici che si sono alternati sui due palchi, chi scrive ne vuole menzionare due in particolare, senza volere togliere nulla a tutti gli altri. Van Kery Blues Band, a Cerea in versione duo chitarra-batteria, che ha proposto sul palco elettrico un set tanto scarno quanto energico. Sul palco unplugged invece, due nomi storici del blues italiano come Stefano Zabeo e Angelo “Leadbelly” Rossi hanno regalato un set di rara intensità, emozionante e trascinante nello stesso tempo. La festa è proseguita alla sera quando sul palco a presentare gli headliners è salito Dr. Feelgood, direttamente da Virgin Radio. Finale a dir poco emozionante con il sentito ricordo di  Rudy Rotta, scomparso a Verona lo scorso luglio a 66 anni; uno dei più noti chitarristi blues italiani, molto stimato anche negli Stati Uniti. Un omaggio a significare che un bluesman non muore mai veramente.

Carlo Doda
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