Provincia
Giunto a metà del suo mandato, il primo cittadino stila un bilancio di quanto fatto in questi anni di governo
Il sindaco Cavatorta: "Alle polemiche noi rispondiamo coi fatti"
pubblicato il 16 ottobre 2017 alle ore 17:15
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Viadana   Bypassare le polemiche in virtù di un approccio dedito al fare, nella convinzione che, come dichiarato al nostro giornale, il tempo possa essere effettivamente galantuomo, per dare ulteriore profondità e prospettiva all’azione dell’esecutivo. A metà mandato il sindaco Giovanni Cavatorta fotografa passato e presente ed immagina il futuro di Viadana, microcosmo complesso distribuito in oltre 100km, 13 comunità e con 20mila abitanti
Sindaco, in questi due anni gli imprevisti non sono mancati, non ultimo il problema infrastrutturale legato ai ponti sul Po...
«Ci sono capitate addosso mille cose inaspettate che ci hanno messo a dura prova, penso alle criticità del plesso Sanfelice, alla Composad e molto altro».
Spesso ha ricordato i vincoli burocratici sempre più stringenti per gli enti locali. I detrattori del referendum sull’autonomia di Regione Lombardia liquidano l’iniziativa come semplice propaganda. Se passasse il “sì” cambierebbero davvero le cose per Viadana?
«Reperire risorse e utilizzare l’avanzo che abbiamo è difficilissimo. Le normative di bilancio impediscono di utilizzare l’avanzo se non in minima parte: soldi nostri, dei viadanesi che non possiamo spendere. Se passerà il referendum consultivo con ampio consenso, le richieste di maggior libertà d’azione della nostra Regione, uno Stato a tutti gli effetti se paragonata a molte nazioni europee, saranno rafforzate. La Lombardia è l’unico ente che aiuta i Comuni».
Quali sono i principali risultati portati a casa dalla sua amministrazione?
«Facendo alcuni esempi penso ai 3milioni di euro investiti in progettualità ed opere con diversi cantieri: le scuole di Cogozzo e via Vanoni, le palestre comunali, lo stadio del calcio e del rugby, la casa albergo, il piano asfalti, la caserma dei Carabinieri, l’arena spettacoli. Inoltre, siamo intervenuti sui servizi pubblici, meno costosi per i cittadini e rinnovati per 25milioni di euro. Nella bolletta dei rifiuti 2018 i cittadini godranno dello sconto che abbiamo ottenuto andando a gara per il servizio di igiene urbana affrontato in autonomia. Merita poi un approfondimento il Palafarina: abbiamo reperito risorse, grazie alla partnership forte con la Regione per 2.700.000 euro, abbiamo il progetto completo ed esecutivo. Sono fatti concreti, il miglior modo per rispondere a inutili polemiche».
Il focus sulla sicurezza è solo uno slogan come sostenuto da alcuni esponenti d’opposizione?
«Tutt’altro, è una priorità. A testimoniarlo, oltre al raddoppio dei controlli effettuati sul territorio, anche il nuovo sistema di videosorveglianza e targa system, l’arrivo di nuovi mezzi e attrezzature per la Polizia Locale, il protocollo con il comando dei vigili di Casalmaggiore. Senza dimenticare gli assistenti civici che presto si vedranno per le nostre strade. Tenendo ben presente che deve essere lo Stato a garantire la sicurezza dei cittadini e l’ordine pubblico, noi con le poche competenze e agenti che abbiamo non possiamo farcela da soli».
Viadana è il secondo Comune in Lombardia per estensione, le frazioni sono più interconnesse, anche rispetto al capoluogo, o il gap persiste?
«L’attenzione è massima: dalla nostra presenza costante ai piccoli, se vogliamo, interventi in cantiere ma così significativi per comunità che rappresentano l’ossatura del nostro Comune - la casa dell’acqua a San Matteo, il parcheggio a Cizzolo, i nuovi loculi a Cavallara e Buzzoletto, la ciclabile, la sistemazione delle scuole di Cicognara e Cogozzo, la nuova linea scolastica per queste frazioni affinché possano vivere i rispettivi plessi e istituzioni scolastiche - alle grandi opere. Ambito in cui ci siamo mossi con gli altri enti, come la riparazione dell’argine di San Matteo, le fognature per Cizzolo e Cavallara, l’estensione dell’acquedotto nel capoluogo e a Salina, la ristrutturazione del Ponte di Viadana, tanti investimenti per milioni di euro che arrivano sul territorio. A riguardo, giusto soffermarsi sul cofinanziamento da bandi vinti a cui, per la prima volta, abbiamo partecipato. Una modalità che ci ha permesso di ottenere 400mila euro in un anno e che ha generato poi ingenti investimenti».
Inevitabilmente il lascito della crisi è in primis una spesa maggiore per il sociale. In che misura il Comune è intervenuto?
«Abbiamo raggiunto livelli inediti per le precedenti amministrazioni: oltre due milioni nella missione di bilancio servizi sociali a cui si aggiunge un altro mezzo milione per l’istruzione e l’assistenza ad personam per i bambini delle scuole. Grazie alla collaborazione con Aler, inoltre, dopo decenni sono stati ristrutturati 15 alloggi di edilizia popolare. Un impulso che si è riverberato, con rinnovato e moltiplicato impegno da parte nostra, anche nella cultura e nell’istruzione: il piano comunale per il diritto allo studio è tra i più significativi come impiego di fondi provinciali e nel 2016 ha toccato quasi 1,5milioni di euro, con un incremento esponenziale dell’assistenza ad personam».
Può raccontare il lavoro “sottotraccia” svolto dall’esecutivo? Come sta cambiando la struttura di Palazzo Matteotti, anche rispetto ad altre emanazioni come le partecipate?
«Abbiamo riorganizzato la struttura comunale nel tentativo di bilanciare i settori e il personale tra mille difficoltà, cercando di aumentare la dotazione con nuove assunzioni. All’esterno, invece, stiamo sistemando il mondo delle partecipate comunali; con il piano delle razionalizzazioni abbiamo sfoltito le società non più utili per l’ente e i cittadini. Abbiamo liquidato la Stu, ereditata con 4,5milioni di debiti che gravavano su tutti noi e stiamo accompagnando a liquidazione anche la GiSi. Infine abbiamo diminuito l’indebitamento del’ente per 1,5milioni dopo anni di ricorso al debito».
Nella seconda parte del mandato quali sfide si prospettano?
«C’è ancora molto da fare stretti tra i servizi inderogabili e da erogare, opere da intraprendere e una comunità da rilanciare, ne siamo consapevoli e ci impegneremo per ottenere il massimo da noi stessi».

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