Cronaca
Insultata, picchiata e legata al termosifone con una catena
Due anni per il sequestro della figlia
pubblicato il 11 novembre 2017 alle ore 11:24
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La decisione ieri mattina davanti al giudice per l’udienza preliminare

Mantova Hanno patteggiato due anni di reclusione a testa i due genitori pakistani che, secondo l’accusa, nel 2010 avevano sequestrato la figlia rea di essersi sposata senza il loro permesso. Una vicenda capitata in una località dell’alto mantovano all’interno dell’abitazione della
famiglia. I tre, oggi, vivono ancora sotto il medesimo tetto. La rabbia dei genitori - 46enne casalinga lei, 48enne operaio lui - era esplosa all’indomani del rientro della figlia dal Pakistan. Dal lungo viaggio la giovane era tornata con una novità che però i genitori non avevano apprezzato: nella terra natìa, infatti, aveva trovato l’amore e si era sposata con un connazionale. I due genitori - sostiene l’accusa - erano andati su tutte le furie e avevano iniziato un periodo di soprusi fisici e psicologici nei confronti della ragazza - 19enne all’epoca dei fatti - consistenti in vessazioni fisiche e psicologiche con botte e insulti, sino a chiuderla a chiave in camera sua - per diversi giorni - legata al termosifone con una catena e privata del cibo. Il tutto, sostiene la pubblica accusa, con lo scopo di convincerla ad abbandonare il marito sposato in Pakistan in favore di un altro uomo, un giovane che all’epoca dei fatti era tassista a New York. Di mezzo, forse, c’è anche una questione di caste. In sede di incidente probatorio la stessa vittima ha nettamente ridimensionato la questione, negando in buona parte le circostanze. La cosa ha alleggerito la posizione dei genitori, la cui accusa, a quel punto, era di sequestro di persona. Nella giornata di ieri i due sono stati giudicati a Mantova ed hanno concordato una pena detentiva di due anni di reclusione.

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