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Calcio Serie D
Mantova, Cioffi fa il pompiere: "Basta allarmismi"
pubblicato il 21 novembre 2017 alle ore 22:31
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Mantova Niente allarmismi per il ko di Campodarsego e piena fiducia nella società sugli spinosi argomenti “mercato” e “futuro”. Sono i due concetti cardine espressi ieri da  Renato Cioffi: il Mantova è vivo e continuerà a lottare per vincere il campionato.
 Mister, ripartiamo da Campodarsego: incidente di percorso o campanello d’allarme?
«Nessun allarme. Abbiamo semplicemente rovinato in 10 minuti una partita che stavamo gestendo benissimo. E sono ancora arrabbiato per questo».
 Si riferisce a quanto accaduto dopo il vantaggio di Carrasco?
«Esatto. Abbiamo preso i primi due gol da polli, poi è arrivato anche il terzo. A quel punto c’è stata una grande reazione da parte nostra, siamo rientrati in partita e, dopo il 3-2, Felici ha avuto la palla del pareggio».
 Come spiega il black out tra fine primo tempo e inizio ripresa?
«È partito tutto da quell’1-1 preso a pochi minuti dal riposo. Ci ha come tramortiti, e così siamo rientrati in campo timorosi. E dire che nel primo tempo, come qualità di manovra, siamo stati migliori del Campodarsego».
 In definitiva, cos’ha detto questa partita?
«Che, se siamo al completo, ce la possiamo giocare per i primi posti. L’ho dichiarato a fine gara e lo confermo a mente fredda».
 Ha detto “se siamo al completo”...
«Beh, numericamente siamo un po’ in difficoltà. Domenica in difesa non avrò nè Cascone nè Ferraro; e poi c’è Moi che sta stringendo i denti. Anche a centrocampo, senza Ricci e Santoni, le soluzioni sono limitate».
 Intanto la sconfitta col Campo ha generato malumori e preoccupazioni...
«Credo ci voglia maggior equilibrio nei giudizi. Venivamo da 4 vittorie e un pareggio; domenica affronteremo l’Adriese che ha gli stessi punti nostri ma che fino a un mese e mezzo fa ne aveva 7-8 in più... Per dire: qualcosa abbiamo fatto. Dobbiamo stare calmi e tranquilli. Una sconfitta ci può stare, l’importante è fare quadrato e rialzarsi subito».
 Si è aperto un gran dibattito sui programmi a lungo termine della società: che idea s’è fatto?
«Essere prevenuti non serve. Quando si presenterà l’occasione per rinforzare l’organico, soprattutto numericamente ma di riflesso anche qualitativamente, la società non si farà cogliere impreparata. Io ho piena fiducia e penso solo a una cosa: la partita di domenica con l’Adriese».
 Un altro scontro diretto...
«Esatto. Considerando tutti i gironi, l’Adriese è una delle squadre che ha subìto meno gol. Non segna moltissimo, però davanti ha dei giocatori importanti come Rosati. Insomma, è la classica squadra di categoria, scorbutica. Dovremo essere più concentrati rispetto a Campodarsego. Conto molto sul sostegno dei tifosi».
 Come giudica il calendario da qui alla pausa natalizia?
«È un’incognita. L’Ambrosiana occupa le ultime posizioni ma si sta rinforzando e infatti è in netta ripresa. Idem la Clodiense. Voglio dire che il metro di giudizio utilizzato finora per misurare la forza delle avversarie non vale più. Sta iniziando un altro campionato. E noi contiamo di esserne sempre protagonisti».

Redazione Sport
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