Sport
Calcio Serie D
Speziale: "Mantova, se segno domenica mi lancio in curva"
pubblicato il 23 novembre 2017 alle ore 04:12
immagine

Mantova «Cosa succede non appena torno al gol? Come minimo mi lancio in curva!». Come non comprenderlo,  David Speziale: dopo essersi sbloccato contro l’Abano, un maledetto infortunio al gomito sinistro (con interessamento dei legamenti) l’ha costretto a un lungo stop dal quale è rientrato appena due settimane fa. Due spezzoni di partita, con Este e Campodarsego, con l’adrenalina a mille e la voglia di spaccare il mondo. Ma il gol ancora non è arrivato.
 David, quanto ti pesa questa astinenza?
«Moltissimo. Già mi è pesato fermarmi quando iniziavo a ingranare. Per fortuna i miei compagni hanno vinto tante partite. Ma quando non ce l’hanno fatta, come contro il Legnago, mi sarei buttato in campo dalla tribuna pur di dare una mano».
 Ora come stai?
«Purtroppo non sono del tutto guarito. Ma punto a finire la stagione senza operarmi. Intanto sto ritrovando il ritmo partita».
 Torniamo per un attimo al match di Campodarsego. C’è qualcosa da salvare?
«Certo. Il primo tempo, per esempio: l’abbiamo interpretato esattamente come era stato provato in settimana. Potevamo chiuderlo sul 2-0 e invece...».
 Appunto: cos’è successo?
«Qualche disattenzione, a livello generale. Cose che possono succedere, ma che abbiamo già analizzato col mister».
 Altro da salvare?
«Direi la reazione sul 3-1. Non abbiamo mai smesso di crederci e ciò significa che il carattere non ci manca. Del resto, 7 risultati utili di fila non si ottengono per caso».
 Cosa c’è allora dietro questi risultati?
«Tanto lavoro da parte di tutti: dal mister e il suo staff ai miei compagni di squadra, fino alla società che non ci ha mai fatto mancare niente. Altro che Serie D: sembra di essere in Lega Pro, se non più su».
 Domenica sarà dura per voi attaccanti: l’Adriese ha subìto solo 8 gol...
«Già. Mi sa che dovremo inventarci qualcosa... Di sicuro vogliamo la vittoria: in casa, davanti ai nostri tifosi, varrebbe doppio».
 Secondo te il Mantova può vincere il campionato?
«Nessuna squadra mi ha impressionato finora. Noi purtroppo abbiamo pagato qualche infortunio che ha limitato le scelte del mister. Fossimo stati al completo avremmo qualche punto in più».
 Torniamo a te. Come hai preso la discesa in Serie D?
«All’inizio non benissimo. Dopo aver giocato qualche anno in C, il morale ne risente. Ma mi sono abituato presto. Anche perchè, come ho detto prima, qui a Mantova non ti manca niente».  
 Sei cresciuto nel settore giovanile del Milan. Non è da tutti...
«Dieci anni da sogno. Sono arrivato ad allenarmi in prima squadra con Ibrahimovic, Pato, Thiago Silva... Però c’è il rovescio della medaglia».
 Ovvero?
«Tante comodità, troppo comfort. Inevitabilmente finisci col creati delle aspettative. Quando cambi realtà avverti lo sbalzo e lo paghi. O almeno a me è successo questo. Mi è servito fare esperienza altrove».
 Altri tre anni di vivaio al Verona, poi in prima squadra con Pavia, Pro Piacenza, Pistoiese e Lumezzane. Ma non hai mai segnato tanto: pensi di aver pagato questo limite?
«Credo di sì. Chi mi giudica dal numero di gol che segno all’anno non può che rimanere perplesso sul mio valore. Ma io sono un attaccante atipico: mi piace muovermi, fare il cosiddetto “lavoro sporco”, non restare fermo piantato in area».
 Il 2018 è alle porte: cosa ti auguri?
«Di raggiungere un traguardo... importante, che nemmeno voglio nominare. Ce lo meritiamo tutti: la società, il mister, noi giocatori, e i tifosi che trovano la forza per sostenerci anche nei momenti più difficili».

Redazione Sport
Commenti