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Libertà di parola - Prima scelta
Il comunismo è “contro natura”
pubblicato il 27 dicembre 2017 alle ore 21:43
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Capodanno comunista

Signor direttore,

(9:30) “Liberi e uguali” è la nuova sigla comunista guidata da Grasso, la cui eventualità di governo è stata definita negli Stati uniti d'America “disastrosa”. L'individuo è infatti uno dei tre più comunisti (gli altri due sono D'Alema e Bersani) fra i tanti prima camuffati da Pd e ora non più, che in occasione delle mollezze renziane hanno finalmente gettato la maschera per tornare fra le braccia del padre-Stalin. Liberi sì, come s'intendono liberi tutti gli anarchici, tutti coloro cioè che vogliono le regole solo per gli altri, perché per se stessi rappresentano una fastidiosa pastoia nella quale è sempre meglio non impantanarsi; e uguali nel senso che chi non ha niente da perdere ha tutto l'interesse a tentar di mettere le mani su quanto altri hanno costruito per arraffarne una parte. Cioè quello strano e facile modo di rubare che da sempre ha affascinato chi soffre del terribile male di schiena dato dal lavoro. Dunque Grasso prende l'iniziativa e D'Alema e Bersani si accodano, perché rompere il ghiaccio è faticoso ed anche pericoloso ed è sempre meglio lasciarlo fare ad altri. Se mai, a ghiaccio rotto, avranno tutto il tempo per dedicarsi a guerre intestine finalizzate a strappare il primariato; e saranno senza risparmio di colpi come sempre sono state le lotte fra miseri. Se ci si dedica a ragionar bene, non è difficile rendersi conto che la perfetta uguaglianza fra individui è un assurdo; basta pensare all'uomo in giovanissima età, quando ancora è bambino e ancora non è stato traviato o distorto da concetti che si potrebbero definire a sfondo politico: la prima parola che il bimbo pronuncia è “mamma”, la seconda, subito dopo, mettendo le manine sulla cosa che qualcuno gli vuol togliere, è “mio”. Perché proprietà e possesso sono insite nella natura umana e in tutto ciò che la vita dona o sottrae, così come insito nella natura umana è il desiderio di progredire nel disporre di beni e benessere. Ingiusto invece e altrettanto assurdo è non riuscire a far nulla per appianare intollerabili sperequazioni da parte di chi governa, di fronte alla fame, di fronte al freddo, di fronte all'opzione della mano tesa ai migranti e non ai cittadini che hanno lavorato e pagato le tasse e che poi lo Stato dimentica, proprio magari per favorire bande di stupratori e assassini appena arrivati col barcone. Dov'era il signor Grasso dopo i terremoti? Dov'era il signor Grasso quando le istituzioni si davano il turno nel ripetere frasi come: “Non vi  dimenticheremo”, “Siete sempre nei nostri più urgenti pensieri”, “Abbiate fede, vi siamo vicini”. Dov'era? E adesso li vuole tutti “Liberi e uguali”. Si, uguali strappando a noi eredità e patrimonio e parte della casa. Si vergogni, il signor Grasso, invece di fondare altri partiti politici che poi dobbiamo mantenere noi. II signor Grasso, con quel “liberi e uguali”, ci sta insultando tutti, ci sta taglieggiando tutti!

Roberto Zanesi (Verona)

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