Cronaca
Chiesta dalla Procura nei confronti del sindaco Palazzi - L'avvocato se ne va
Elisa Nizzoli non si oppone all’archiviazione
pubblicato il 9 gennaio 2018 alle ore 19:04
immagine
Elisa Nizzoli ha deciso di non opporsi alla richiesta di archiviazione della Procura nei confronti del sindaco Palazzi

Mantova - Aveva detto di essere tuttora fedele alla linea, nonostante fosse passata da presunta vittima a indagata, e ha confermato questa sua linea lunedì, a costo di dover cambiare avvocato difensore. Elisa Nizzoli, la donna che secondo gli inquirenti avrebbe manipolato i messaggi tra lei e il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, ha deciso di non presentare opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nei confronti del primo cittadino. Una scelta non condivisa dall’avvocato Davide Pini, il quale ha annunciato che oggi, martedì 9 gennaio, invece di depositare l’opposizione all’archiviazione, rimetterà il mandato di difensore della Nizzoli. Continuano a crearsi paradossi, dunque, in questa vicenda paradossale fin dall’inizio, dove il primo paradosso è nella presentazione dell’esposto che aveva fatto finire Palazzi sotto inchiesta per tentata concussione continuata. A presentare l’esposto era stato il consigliere comunale Giuliano Longfils, per certi versi contro la volontà della presunta vittima, la quale fin da subito si era chiamata fuori dal versante accusatorio e aveva nel contempo rifiutato l’etichetta della vittima, salvo comunque rivolgersi all’avvocato Pini per essere assistita come persona offesa. In seguito a indagini la Procura aveva accertato che i messaggi “a luci rosse” tra lei e il sindaco, dove quest’ultimo avrebbe preteso favori sessuali in cambio di contributi all’associazione culturale Mantua me genuit di cui la Nizzoli era vicepresidente, sarebbero stati manipolati dalla stessa Nizzoli che veniva quindi indagata per false dichiarazioni al Pubblico ministero. Nel contempo gli inquirenti avanzavano la richiesta di archiviazione nei confronti di Palazzi, a cui l’avvocato Pini, una volta visionati gli atti d’indagine, riteneva fosse il caso di opporsi. Cosa in cui crede tuttora. «Sono molto deluso dalla scelta di non fare opposizione - ha dichiarato lunedì sera il legale dopo l’incontro con la sua ormai ex cliente -. Secondo me è ingiusto non fare opposizione all’archiviazione per questa faccenda. Perché? Perché la giustizia è un’altra roba» ha concluso.

Carlo Doda

Commenti