Cronaca
Omicidio Valeggio - Il convivente della donna, reo confesso, scagiona il nipote
Donna fatta a pezzi: si cercano complici
pubblicato il 10 gennaio 2018 alle ore 20:16
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La conferenza stampa dei Cc - Nei riquadri Agim Ajdinaj e la donna assassinata Khadija Bencheikh

Valeggio - «Khadija Bencheikh era una brava donna, una lavoratrice» ha affermato il comandante provinciale dei carabinieri di Verona, Ettore Bramato, durante la conferenza tenutasi a Verona martedì 9 gennaio in via Salvo D’Acquisto. I carabinieri di Verona e Peschiera del Garda hanno spiegato le operazioni e le indagini ancora in corso sull’omicidio e del tentativo di far sparire qualsiasi traccia di Khadjia, riducendo il suo corpo in circa una decina di pezzi per poi disperdeli nell’uliveto sotto il monte Mamaor a Valeggio sul Mincio.

La 46enne marocchina il 29 dicembre 2017 è stata uccisa dal convivente Agim Ajdinaj, 51enne albanese. Indiziato con Agim risultava nei giorni scorsi, ma sembrerebbe essere stato scagionato dallo zio durante la confessione, anche il nipote dell’uomo Lisand Ruzhadija, 27enne albanese che ai carabinieri risulta essere il conducente esclusivo, ma non proprietario dell’opel corsa che compare nelle telecamere di videosorveglianza di Valeggio sul Mincio la notte tra il 29 e il 30 dicembre. Dai fotogrammi ricavati dalle 3 telecamere di videosorveglianza che si trovano nel palazzo dove viveva la coppia, in zona Stadio, i carabinieri hanno appurato che Khadija è entrata in casa venerdì 29 dicembre, nel tardo pomeriggio e non è più uscita da lì. Le indagini sono ancora in corso non solo per verificare che Agim abbia effettivamente detto la verità, ma anche perché nei video risultano esserci altre persone che passano con in mano le stesse borse della spesa dentro alle quali sarebbe stata trasportata la donna fatta a pezzi. «Stiamo indagando, al momento questo è un nervo scoperto» ha affermato Bramato riferendosi a quei fotogrammi. Diverse ancora le incognite sulle quali i carabinieri stanno indagando: dai coltelli probabilmente utilizzati per scarnificare la donna, all’oggetto appuntito con il quale l’avrebbe uccisa. La donna sembrerebbe anche essere stata presa a pugni dall’uomo malato di Parkinson, che davanti ai carabinieri sembrava facesse fatica a muoversi, mentre «Nei video si muoveva come un grillo» ha affermato il comandante.

Adele Oriana Orlando

 

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