Cronaca
Spunta il nome di un consigliere comunale - Nessuna conferma dalla Procura
Abuso d’ufficio, l’inchiesta Palazzi si allarga
pubblicato il 11 gennaio 2018 alle ore 20:36
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L’ingresso del Tribunale in via Poma

Mantova - Se un filone dell’inchiesta è già stato ufficialmente archiviato senza opposizione alcuna, l’altro - quello che fa riferimento all’ipotesi di abuso d’ufficio - è in pieno fermento. È infatti notizia di mercoledì 10 gennaio, che l’indagine si è allargata ad almeno una seconda persona che si aggiunge al nome di Mattia Palazzi. Da Via Poma vige però il riserbo: le persone iscritte nel registro sono più di una, ma il numero esatto non è stato fornito. Nè è stato fatto il nome della persona attenzionata assieme al sindaco. Gli indizi porterebbero ad un consigliere di maggioranza finito al centro di un’intercettazione telefonica tra due presidenti di associazione, già sentite dalla Procura come persone informate sui fatti. Un’indagine che - stando a fonti attendibili - sarà più complessa e articolata della precedente: serviranno tempo, interrogatori e perizie per collegare tutti i punti ed arrivare eventualmente ad una svolta importante. Tempi tecnici non brevissimi anche per un’altra inchiesta, quella che vede protagonista Elisa Nizzoli, ex parte offesa nel procedimento archiviato dal Tribunale. La vice presidente dell’associazione finita al centro della vicenda è attualmente indagata per false attestazioni fornite al Pm. Due gli episodi contestati alla donna, che in altrettante occasioni - sostengono gli inquirenti - avrebbe negato che gli sms che avevano finito con l’inguaiare il sindaco fossero stati precedentemente manomessi. Un reato per il quale si può procedere dal momento che - come stabilisce il Codice di Procedura Penale - le presunte false attestazioni fanno riferimento ad una inchiesta già chiusa, nel caso in questione, con una archiviazione. Lo stesso reato - esattamente come avviene, ad esempio, con le ipotesi di favoreggiamento - prevede però anche quello che in gergo tecnico viene definito “esimente”, ovvero la possibilità di non venire puniti se in fase di dibattimento (dal quale, è bene ricordarlo, si è ben lontani) l’indagato corregge il tiro, fornendo una versione veritiera dei fatti. Ma anche in questo caso, va ricordato, che le indagini non saranno brevi: occorreranno le dovute perizie sugli sms incriminati - solo una manciata rispetto al periodo di circa un anno di botta e risposta tra vice presidente e sindaco - e le deposizioni, compresa quella della diretta interessata. L’indagine per l’ipotesi di reato di concussione è già stata archiviata: il Gip ha accolto in toto la richiesta della stessa Procura, avanzata lo scorso 22 dicembre, quando a parere degli inquirenti fu chiaro che quei messaggi incriminati non erano autentici.

Alessandro Moretti

 

 

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