Provincia
I legali dell’azienda avrebbero chiesto al Comune gli atti per verificarne la legittimità
Suini a Schivenoglia, Biopig contesta il referendum
pubblicato il 11 gennaio 2018 alle ore 19:14
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L’impianto progettato da Biopig può ospitare fino a diecimila suini

Schivenoglia - Sulla questione suini di Schivenoglia, come prevedibile, è in arrivo il contrattacco di Biopig: il condizionale è d’obbligo perchè l’azienda veronese - che aveva progettato un insediamento da 10mila suini nel territorio del piccolo comune dell’Oltrepò - ha sempre tenuto e sta tenendo ancora un totale riserbo sulle azioni da mettere in campo ma se da un lato è totalmente scontato che Biopig voglia presentare ricorso al Tar, qualche altro elemento si è aggiunto in questi giorni a conferma dell’intenzione dell’impresa di volere andare fino in fondo per difendere la propria proposta di insediamento. Secondo alcuni rumors che avrebbero comunque più di un fondamento, i legali dell’azienda avrebbero presentato una richiesta di accesso agli atti al Comune di Schivenoglia per verificare la legittimità della consultazione popolare dello scorso 24 settembre (quando i cittadini si espresso per il “no” all’insediamento; “no” successivamente recepito dall’amministrazione comunale). Non solo: il fatto che a un mese di distanza dall’ultima conferenza di servizi, la Provincia non si sia espressa ancora sull’insediamento verrebbe interpretata dai legali come un’indicazione che, sulla questione, vi sarebbero comunque elementi utili per presentare un ricorso. Ricordiamo infatti che, pochi giorni dopo la Conferenza, l’azienda avrebbe espresso dubbi anche sul Pgt di Schivenoglia che vieta altri insediamenti suinicoli in aree comunque considerate agricole o zootecniche.

Nicola Antonietti

 

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