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Calcio Serie D - L’intervista
D’Agnelli: "Per il Mantova ogni gara come una finale"
pubblicato il 4 febbraio 2018 alle ore 13:35
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Il direttore sportivo del Mantova, Rino D’Agnelli

Mantova - Da qui alla sosta del 4 marzo, il Mantova è atteso da cinque partite sulla carta più che abbordabili, contro squadre di medio-bassa classifica. Si comincia domani, domenica 4 febbraio, in casa della cenerentola Abano. Con il ds Rino D’Agnelli abbiamo parlato di questo mini-ciclo e di quanto potrebbe incidere sulle ambizioni dei biancorossi.

Direttore, si comincia dall’Abano. Quali rischi?

«Quelli tipici di quando incontri l’ultima in classifica. Puoi pensare che sia una passeggiata ed approcciarti in maniera sbagliata».

Può succedere anche al Mantova?

«No, il pericolo è scongiurato. Il mister ha messo in guardia i ragazzi per tutta la settimana».

Come sta il Mantova dopo le ultime due vittorie?

«Il morale è alto. Le ultime partite hanno confermato che dipende tutto da noi».

In che senso?

«Se giochiamo come sappiamo possiamo vincere contro chiunque. Se ci distraiamo perdiamo punti per strada».

Dicevamo delle cinque gare che vi attendono da qui alla sosta: possono costituire l’ultima opportunità per avvicinarsi alla vetta?

«Non vogliamo fare calcoli. Il nostro  leitmotiv è uno solo: giocare tutte le partite come una finale. Siamo noi gli artefici del nostro destino».

Qual è il primo risultato di cui s’informerà domenica? Quello dell’Este, quello del Feltre o quello del big match Vecomp-Campodarsego?

«Quello del Mantova».

Risposta non valida, anche perchè la partita del Mantova la vedrà di persona...

«Va bene, allora dico Vecomp-Campodarsego. Ma solo perchè è la partita più importante della giornata. Nient’altro».

Fingiamo di crederci. Cambiamo argomento: gli innesti di dicembre si sono inseriti bene, non trova?

«Assolutamente sì. Qualcuno da fuori temeva che non riuscissero a trovare l’amalgama giusta. Nulla di tutto questo: il mister e il suo staff sono stati bravi nel farli ambientare in fretta, e il gruppo li ha accolti in maniera serena».

Qualcuno l’ha sorpresa più degli altri?

«Tutti mi hanno dato delle conferme sulla loro validità, sia sul piano sportivo che su quello comportamentale».

Mercoledì scorso è stato a Milano per l’ultimo giorno di mercato...

«È stata l’occasione per intrattenere pubbliche relazioni e mettere le basi per il futuro. Ho incontrato diversi addetti ai lavori, tra dirigenti di società e agenti di giocatori».

Soddisfatto?

«Molto. Mantova c’è, è una bella piazza e gode di tutta la considerazione che merita. E adesso ha un patrimonio tecnico non indifferente».

Si riferisce ai giovani?

«Certo. A parte Franchini, tutti gli altri giovani della prima squadra sono di nostra proprietà. Parlo di quote, ma anche di giocatori come Barone e Simone Aldrovandi, che quote non sono ma hanno solo 22 e 23 anni. Insomma, si sta lavorando in prospettiva futura e questo è un buon segnale».

Ma intanto c’è da battere l’Abano...

«Già. Oltretutto i padovani hanno vinto le ultime due gare in casa, quindi bisogna prestare attenzione. Però io avevo fatto una previsione».

Ovvero?

«Nove punti con Montebelluna, Belluno e Abano. Mi sarei accontentato anche di 7. Ma a questo punto andiamo fino in fondo, no?».

Gabriele Ghisi

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