Eventi e Società
"Leila della tempesta" all'Ariston
Detenuta tunisina e monaco italiano a colloquio
pubblicato il 5 febbraio 2018 alle ore 15:56
immagine
Una scena tratta da "Leila della tempesta"

Mantova - Il parlatorio di un grande carcere italiano. Una giovane detenuta tunisina e un monaco italiano a colloquio. Di cosa parlano? Di fede e laicità, di poesia araba e storie ascoltate da bambini, di Costituzione italiana e tunisina, di libertà e doveri. Il tutto in un crescendo d'intimità e fiducia che porta a una grande libertà di confronto, qualche volta anche di conflitto, tra due persone che si rispettano, oltre ogni aggressività e paternalismo.

 

Nato da un’esperienza pluriennale di incontro del monaco della Piccola famiglia dell’Annunziata, padre Ignazio De Francesco, coi detenuti arabi musulmani del carcere di Bologna, il libro "Leila della tempesta" si propone di superare le questioni legate ai reati, per mostrare gli orizzonti dell’incontro e del dialogo tra civiltà. Dal testo è nato uno spettacolo teatrale che sarà messo in scena martedì 6 febbraio alle 21.00 al teatro Ariston di Mantova, in via Principe Amedeo 20. A interpretare l'opera, Alessandro Berti (che ne cura anche la regia) e Sara Cianfriglia. «Gli stranieri presenti in Italia – ha spiegato padre Ignazio –, tra regolari e irregolari, sono meno del dieci per cento della popolazione libera. Ma più del trenta per cento di quella dietro le sbarre. Un terzo di queste persone viene dalla sponda meridionale del Mediterraneo. Leila è una di loro, una donna, arrivata in Italia per mare, durante una tempesta. Non è un prodotto di fantasia, è una storia vera, una donna vera. Dal mare, dopo pochi mesi, è entrata in carcere, in uno degli istituti di pena più grandi, e col più alto numero di stranieri d'Italia. In carcere ha passato quattro anni, nei quali ha avuto modo di ripensarsi, tra passato e futuro, nel punto esatto d’incontro tra le culture del nord-Africa, suo luogo di nascita, e la cultura, la storia d’Italia, il paese dov’è approdata come una naufraga». Al termine dello spettacolo, è previsto un dibattito con l’autore. Modera la giornalista Caterina Bombarda. (d)

 

Commenti