Rubriche
A colpo d’occhio
Il lavoro è la priorità
pubblicato il 5 febbraio 2018 alle ore 18:45
immagine
Il lavoro è la priorità

La situazione economica e sociale che l’Italia sta vivendo presupporrebbe la richiesta del voto sulla scorta di una proposta di collaborazione fra forze politiche, che non c’è. È possibile che ogni partito o movimento si presenti confidando solo sulle proprie forze per ottenere più consensi, ma poi a votazioni effettuate il bene del Paese faccia premio su tutto e il tutto venga finalizzato per offrire ai cittadini italiani un periodo di speranza volta alla soluzione dei tanti problemi che si è costretti quotidianamente ad affrontare. Una trentina di giorni ci dividono dal voto del 4 marzo, un tempo non lungo, ma sufficiente a dare credibilità alle cose da fare confermando l’onestà dei comportamenti politici. Chiudere con il chiacchericcio che fin qui ha frastornato l’elettore fino a convincere, anche, del non voto. Le cose da fare, una le sovrasta tutte: il lavoro. In effetti è il tema, è il settore di intervento che più coinvolge i cittadini e più preme all’elettorato. Un recentissimo sondaggio (condotto dall’Istituto Eumetra Mr di Milano intervistando un campione rappresentativo di cittadini al di sopra dei 17 anni di età) ci può offrire alcune interessanti indicazioni al riguardo. L’ambito che di gran lunga interessa maggiormente gli italiani (nel senso che esso viene indicato come la cosa più urgente di cui il futuro governo che auspicabilmente nascerà dalle elezioni, dovrebbe occuparsi) e che più li coinvolge è, come sempre (il medesimo risultato è emerso da molte rilevazioni condotte in passato sulle stesse argomentazioni), quello del lavoro e, in particolare, dell’occupazione. È frequente trovare tra i rispondenti chi è coinvolto direttamente da questa problematica e chi, comunque, ha un amico o un parente che ne è toccato. Non a caso, la questione del lavoro e dell’occupazione viene indicata complessivamente come importante dalla maggioranza assoluta (56%) del campione, nel quale oltre ad un quarto (26%) la considera senza esitazione la più rilevante. Si tratta di una priorità espressa in modo trasversale da tutte le categorie della popolazione, da ogni gruppo anagrafico e sociale, senza particolari distinzioni. I leader politici se ne stanno rendendo conto? Citano il lavoro, ma non pare occupi il posto della priorità, presi come sono a promettere diminuzioni delle tasse, aiuti alle famiglie, aiuti agli anziani e, addirittura, uno stipendio per tutti coloro che non ce l’hanno, almeno così ci è sembrato di capire. Solo se si convincono che senza lavoro si va da nessuna parte faranno mente locale su questo aspetto e cominceranno a lavorare seriamente su una simile prospettiva, in particolare cercando di coinvolgere l’Europa da cui, ormai, dipende gran parte della nostra vita e delle nostre possibilità di sviluppo. L’uomo con il lavoro acquisisce la sua dignità tanto da guardare la vita da una prospettiva di sicurezza sociale, che dalla precarietà gli viene negata. È il lavoro che produce ricchezza, è con il lavoro che si paga tutto ciò di cui l’uomo abbisogna. Se non c’è lavoro parlare di riduzione delle tasse è un paradosso, perché senza lavoro non ci sono tasse da pagare. Gli ultimi dati Istat hanno rilevato una diminuzione della disoccupazione (decimi di punto) tanto da portarci ai dati equivalenti del 2012. Ciò significa che l’economia non si è mossa o quasi, perché siamo in ritardo di ben 5 anni, la crisi è cominciata alla fine del 2007 e la disoccupazione era attestata ben sotto l’attuale 10 e rotti per cento. Segue nella classifica dei temi ritenuti più importanti dagli intervistati, quello relativo alla sanità. Non riguarda, come per il lavoro, la trasversalità degli intervistati, è un pubblico complessivamente diverso e composto dai più anziani di età, specie se pensionati. E che costituiscono al tempo stesso, una delle porzioni più numerose della popolazione italiana. Certo tutti i fattori componenti la vita sociale sono importanti, ma tutti insieme non possono essere affrontati, per cui saggezza politica vorrà che si mettano in fila e trovino una loro proprietà. Il lavoro viene per primo e se correttamente affrontato aiuterà a fugare la sensazione che gli italiani hanno di trovarsi di fronte ad una situazione grave. L’Europa è discorde, l’unità mondiale delle Nazioni è un mito, la povertà pesa, le diseguaglianze aumentano, i nazionalismi divampano, in Italia scontiamo le spese del passato e la crisi economica, i partiti maggiori non collaborano fra loro. Solo l’idea comune del lavoro può tranqullizzare e far guardare al futuro con un occhio diverso dell’attuale pessimismo.

Gastone Savio

Commenti