Eventi e Società
Bagnolo, in mostra dal 18 febbraio
“I love New York” attraverso gli scatti di Brian Hamill
pubblicato il 5 febbraio 2018 alle ore 20:39
immagine
Julia Ormond e Harrison Ford a Parigi nel 1995 nel film “Sabrina” di Sydney Pollack

Bagnolo - S'inaugurerà domenica 18 febbraio, al Mantova Outlet Village di Bagnolo San Vito, la mostra fotografica “I love New York: fotografie di Brian Hamill – Woody Allen, Robert De Niro e le icone del cinema”, una personale di Brian Hamill, fotoreporter e fotografo di scena, che dagli anni ’70 ha lavorato sul set di oltre settantacinque film, di cui ventisei solo di Woody Allen. La mostra ad ingresso gratuito, è composta da 60 scatti e presenta, per la prima volta in Italia, immagini tratte dai set di film come “Il migliore”, “Big”, “Una moglie”, “Pallottole su Broadway”, “Stardust Memories”, “Sabrina”, “Il pasto nudo”, “La rosa purpurea del Cairo”, “La conversazione”, “Stato di grazia” ed “American Buffalo”. Dopo il successo di una prima retrospettiva svoltasi nel 2017 presso la galleria bolognese Ono arte, infatti, si è voluto allargare lo sguardo ad una più ampia produzione cinematografica, non solo quella di Allen, per offrirne una più completa lettura attraverso le testimonianze di uno dei suoi più prolifici reporter.  L’esposizione, organizzata grazie alla collaborazione tra Mantova Outlet Village e Ono arte contemporanea, rimarrà aperta al pubblico fino al 22 aprile e verrà presentata al pubblico, domenica 18 febbraio, alle ore 16.30, da Daniela Sogliani, storica dell’arte.  La prima volta che Hamill incontra Allen è sul set di “Io e Annie”, il film che consacrò Allen tra i più grandi registi americani, vincendo ben quattro Premi Oscar.  La pellicola segna una svolta fondamentale nel percorso artistico di Allen che nel film ha saputo raccontare il sentimento dell’amore e le sue contraddizioni come nessun altro era riuscito a fare prima di allora, non solo con sincerità e profondità, ma anche con ironia, caratteristiche che, da lì in poi, sarebbero diventate marchi di fabbrica del cinema di Woody Allen. Hamill non aveva mai visto uno dei film di Allen, ma presto capisce che l’immagine pubblica un po’ nevrotica e intellettuale che il regista e attore mette in scena, non è altro che quella di un personaggio di finzione, e da proprio da lì comincia un’amicizia che dura ancora oggi. Altrettanto presto il fotografo imparerà che Allen è un uomo di poche parole e di pochi complimenti, che non interagisce molto con i suoi attori e che, al più canonico “cut” alla fine di una scena, sostituisce un laconico “okay”. Hamill ha seguito Allen lavorando a lungometraggi come “Io e Annie”, “Manhattan”, “Zelig” e molti altri, immortalando il making of di film che sono diventati pietre miliari del cinema contemporaneo. Sarà l’esperienza di fotoreporter a segnare il lavoro di Hamill sulla scena, ricco di attimi rubati più che documentati, e a cementare così la collaborazione con il regista. Il rapporto tra i due però prosegue anche dietro le scene ed Hamill ci regala scatti privati di Allen ritratto nel suo salotto in momenti di vita quotidiana, o ancora nel suo studio mentre analizza le pellicole appena girate. “In continuità con le mostre fotografiche di grande successo dedicate alla pittura, alla musica e alla street art con questa esposizione vogliamo celebrare il grande cinema d’autore” – ha dichiarato Sara Sirocchi, marketing manager ed organizzatrice dell’evento. “Allen ci è sembrato il protagonista ideale, il suo umorismo è qualcosa di inimitabile. Fa sorridere in modo intelligente, ma anche ridere di pancia. E’ un gioco fulmineo di parole e idee, venato di autoironia, disincanto, cinismo, dissacrazione, ama giocare con i paradossi, ma fa sempre riflettere. Soprattutto è un umorismo sincero in cui non si percepisce la menzogna, e non si avverte l’artifizio. Le foto sono davvero tutte affascinanti e il contesto storico-artistico dell’epoca che si respira è stupendamente glamour”. (r.spe.)

Commenti