Eventi e Società
Si lavora per l'edizione 2019
Mantova e Sabbioneta pronte a candidarsi per il Giro d'Italia
pubblicato il 8 febbraio 2018 alle ore 20:17
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Alcuni componenti l'iniziativa, riuniti attorno al tavolo di lavoro

Mantova - Giro d’Italia 2019; Mantova assieme a Sabbioneta sono pronte a candidarsi per ospitare una tappa della prestigiosa corsa rosa del prossimo anno. Il progetto al quale si sta lavorando è quello di una cronometro individuale che colleghi le due città patrimonio dell’Unesco. Un tracciato di una quarantina di chilometri che permetterà agli appassionati di applaudire i campioni delle due ruote in un contesto che al tempo stesso punterà a ricordare le imprese di un mito mantovano delle due ruote vale a dire Learco Guerra ovvero la “Locomotiva Umana”. Il fermento riscontrato in questi giorni all’interno di un gruppo di appassionati, esperti del settore e addetti ai lavori, che sono impegnati nel tentativo di riuscire nell’intento, è la conferma che questa è più d’una semplice ipotesi, di un sogno difficile da realizzare. Si aggiunga al tutto che anche le istituzioni locali, vedi il comune capoluogo, la Piccola Atena e la Provincia, chiamate in causa non si sono tirate indietro. Ecco, allora, che il cammino verso il traguardo sembra non presentare salite irte o addirittura, per restare in tema, “Cime Coppi” e visto che siamo a Mantova sarebbe meglio dire “Cime Guerra”. Adesso quel che serve, però, è la consapevolezza che un progetto di questa portata, per quanto affascinante nei suoi contorni, necessità di qualcosa di più concreto delle ribadite disponibilità. L’impegno di coloro che stanno lavorando dietro le quinte comunque è certamente considerevole e quanto affermato dagli esponenti degli enti locali è estremamente positivo. Ma allora cosa manca perché il mosaico sia completo? Molto semplice; chi dispone delle risorse economiche, meglio chiamarli con il loro nome ovvero sponsor (mecenati) che vengono richiesti dall’organizzatore del giro per accettare la candidatura. Tornando alle premesse che non sono secondarie. Alcune sere fa si è tenuto un summit tra chi crede nella realizzazione di questo sogno. Sogno che vale la pena ricordarlo sino a qualche anno fa era ritenuto impensabile in quanto le esperienze precedenti legate al passaggio della corsa rosa a Mantova avevano lasciato qualche “amarezza” ancora da superare. A quanto pare “l’amarezza” di cui si parla nei corridoi sembra non avere un peso così determinante da favorire un “niet” senza se e senza ma. Allora la “Locomotiva Umana”, pardon il treno, si è messo in moto. Il tempo e altri fattori sembrano lavorare a favore dei promotori del progetto. Adesso bisogna che tutte le componenti che si sono sedute attorno al tavolo riescano a mantenere ai massimi livelli l’entusiasmo del gruppo. Gruppo che al momento è composto da: i club gemelli del Panathlon Verona e del Panathlon Club Gianni Brera-Università di Verona, il neonato Panathlon Club Nuvolari e Guerra Mantova, il delegato provinciale del Coni, Giuseppe Faugiana, i presidenti dei tre Panathlon gemellati Adalberto Scemma (Mantova), Enrico Mantovanelli (Verona) e Luciano Zerbini (UniBrera), i panathleti Albino Portini, Daniele Bennati, Tito Righi, Carlo Negri, Alberto Rebuzzi e Nanni Rossi, oltre ai soci Panathlon che presiedono le federazioni provinciali Fausto Armanini (ciclismo), Gianni Truschi (atletica leggera), Giovanni Uggetti (tennis), Luca Ronconi (scherma) e Marco Penna (canottaggio), il giornalista Werther Gorni, l’esperto organizzatore di eventi ciclistici Bruno Cervi e il presidente della Canottieri Mincio Massimo Dal Forno. A tutti loro si è pure aggiunto Learco Guerra, il nipote dell’indimenticabile “Locomotiva umana”, a sua volta tricolore nel ciclismo su pista, che si batte da anni per riportare a Mantova il museo che raccoglie i cimeli del nonno.

Paolo Biondo

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