Cronaca
Dopo il boom del mese scorso
Influenza: arriva a Mantova la terza ondata
pubblicato il 11 febbraio 2018 alle ore 12:56
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Zero posti letto all’ospedale Carlo Poma

Mantova - I media nazionali dicono che il picco dell’influenza è finito e i casi sono in calo. Se lo dicono i media nazionali che hanno il polso delle situazione nel senso letterale del termine, non resta che fidarsi. Mantova, stando a quel che dicono al Poma, sarebbe invece in contro-tendenza. Anche venerdì 9 febbraio, posti letto esauriti già nella tarda mattinata e corsie piene in pronto soccorso, e c’è chi in reparto parla di terza ondata influenzale. Dopo la prima sfuriata di influenza, quella arrivata a ridosso delle festività natalizie, c’è stato il picco di fine gennaio-inizio febbraio, quello che ha messo in ginocchio un po’ tutti gli ospedali italiani. In questo periodo sono stati riscontrati parecchi casi di virus H1 N1, la cosiddetta influenza suona, che ha colpito soprattutto le persone anziane. Dopo questa sfuriata si pensava che l’ultima ondata fosse finalmente passata e che il problema influenza fosse ormai alle spalle, ma nel Mantovano almeno non è così. Forse il rialzo delle temperature di questi ultimi giorni ha avuto un ruolo rilevante, fatto sta che i casi di influenza sono tutt’altro che in calo dalle nostre parti, con buona pace dei media nazionali. A tale proposito va comunque detto che in base ai dati Influnet, nonostante il livello di incidenza continui a mantenersi su livelli di media intensità, nell’ultima settimana presa in esame, quella che va dal 29 gennaio al 4 febbraio, è stato registrato un calo di circa 130mila casi rispetto alla settimana precedente. In totale dall’inizio del monitoraggio, i casi di influenza a livello nazionale sono stati 6 milioni e 183mila. Il calo interessa tutte le fasce d’età, a partire dagli anziani, ma anche se non soprattutto tra i bambini, dove si è registrata la percentuale più consistente a livello di calo. Quella di quest’anno sarà comunque ricordata come una influenza da record per il nostro Paese in particolare per il numero di persone costrette a letto dalla febbre. La direzione sanitaria dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs), prevede che per la fine della stagione invernale i casi complessivi potrebbero raggiungere il numero di 7,5-8 milioni. (r.cro.)

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