Cronaca
Isabella Rauti a Mantova
"La vicenda Mussolini ha il sapore della provocazione"
pubblicato il 13 febbraio 2018 alle ore 16:30
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Isabella Rauti, capolista di Fratelli d’Italia nella Lista Uninominale al Senato a Mantova

Mantova - Per molti riscrivere la storia sembra essere un’azione molto più importante che occuparsi dei problemi contingenti. Diversamente la pensa, in merito al caso della cittadinanza onoraria tolta lunedì sera 12 febbraio a Benito Mussolini, Isabella Rauti di Fratelli d’Italia. “Sono convinta che il Comune di Mantova abbia cose più importanti da discutere invece che impegnare un’intera seduta per revocare la cittadinanza a Mussolini – ha affermato la candidata al collegio uninominale, Isabella Rauti – La mozione presentata da Pd e Sel-Si, che per altro non ha incontrato il favore di tutta la maggioranza e che durante la campagna elettorale ha il sapore di una provocazione, rivela soprattutto che si preferisce dichiarare guerra alla storia con la pretesa di cancellarla, invece che affrontare le emergenze reali. Per il Pd mantovano la cittadinanza data a Mussolini il 21 Maggio 1924 è più importante e urgente rispetto ad occuparsi di questioni come, ad esempio, quelle delle attività presenti lungo Corso Vittorio Emanuele, che con un cantiere che procede a rilento e che terrà la città bloccata ancora per diversi mesi, stanno perdendo utili e lavoro”. Ma la scelta di spostare l’attenzione sulla cittadinanza onoraria a Benito Mussolini sembra avere un retrogusto politico per Isabella Rauti. “L’iniziativa del Pd pare rientrare in una precisa strategia di guerra alle streghe e di presunti 'ritorni del Fascismo' che non trovano riscontro nella realtà. – ha spiegato la Rauti – Non è difficile immaginare gli stessi che si accaniscono nella revoca alla cittadinanza a Mussolini, capaci di sfilare nei giorni scorsi a Macerata nel violento corteo Anti-Fascista che, invece di ricordare lo strazio della giovane Pamela, ha preferito inneggiare alla 'bellezza delle foibe' e alla carneficina comunista ai danni di istriani e dalmati”.

Mendes Biondo

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