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Calcio serie D - Momento delicato
Il Mantova raccoglie i cocci tra riflessioni e buoni propositi
pubblicato il 14 febbraio 2018 alle ore 14:42
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Il presidente del Mantova, Maurizio Bortolini

Mantova - Inutile far finta di niente: la sconfitta col Porto Tolle è stata presa molto male in casa Mantova. I risultati della domenica precedente avevano illuso la dirigenza biancorossa e i tifosi che i giochi per il primo posto (e quindi la promozione in C) si fossero riaperti. Invece, non solo il Mantova (a meno di improbabili miracoli) non riuscirà mai ad agguantare la vetta, ma da qui al 6 maggio dovrà difendere con le unghie e con i denti anche i play off. Che, a questo punto, restano l’unica strada percorribile per andare in Serie C tramite ripecaggio. A patto, ovviamente, che i ripescaggi siano contemplati anche il prossimo anno e che in viale Te intendano approfittarne. Ma dicevamo degli umori in casa biancorossa. Il gm, Gianluca Pecchini, dopo la partita, ha parlato di “profonda amarezza” e di “una sconfitta che impone delle riflessioni sul futuro”. Un futuro che, ha aggiunto lunedì 12 febbraio, «richiede scelte condivise a livello societario», senza entrare nel dettaglio sulla natura delle medesime. Di sicuro ne sapremo di più domenica prossima, quando i soci si riuniranno in assemblea per deliberare un aumento di capitale pari a 150mila euro: dai 315mila attuali, il capitale sociale passerà dunque a 465mila. Di questi 150mila euro, 80mila verranno emessi dagli attuali soci e 70mila da tre nuovi azionisti: il primo è lo stesso Pecchini, il secondo potrebbe essere il notaio milanese Luciano Quaggia (già in procinto di entrare in società l’estate scorsa), il terzo è un imprenditore vicino al socio Alessandro Maraniello dall’identità ancora nascosta. Dalla compagine potrebbe invece uscire Francesco Ghisi. «Siamo rimasti veramente male per la sconfitta di domenica - ha affermato il presidente Maurizio Bortolini - , perchè nessuno se l’aspettava. Punteremo ai play off e poi faremo le valutazioni del caso. Ma la vera priorità è dare fiducia a questo gruppo, intendo a livello dirigenziale. Un gruppo che ha ricostruito una società dove non c’era più nulla e che ora va consolidato. Mi piacerebbe che si riconoscesse l’enorme lavoro fatto fin qui. Abbiamo “agganciato” sponsor di grosso prestigio e ad altri speriamo di legarci in futuro. Vorremmo che anche l’imprenditoria mantovana si facesse avanti. Per quanto mi riguarda, sto vivendo un’esperienza entusiasmante. Pensavo di vedere poche partite, invece non me ne sono persa una. Ci siamo tutti quanti innamorati del Mantova, e tutti ci auguriamo che il futuro regali le soddisfazioni che i tifosi meritano». Sulla stessa lunghezza d’onda si pone l’ad, Nicola Penta: «Il nostro motto è semplice: lavorare e guardare al futuro. Il resto non conta. Non possiamo focalizzarci su una partita che ha visto i nostri avversari vincere con mezzo tiro in porta, mentre noi abbiamo creato almeno cinque occasioni da rete. Consideriamo piuttosto che la squadra ora ha una sua ossatura con almeno 7 giocatori da cui ripartire l’anno venturo». Parole di speranza, che le prossime mosse aiuteranno a decifrare.

Gabriele Ghisi

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