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Il tributarista risponde
Start up: il 50% delle agevolazioni fiscali riguardano il personale
pubblicato il 13 febbraio 2017 alle ore 11:48
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Start up: il 50% delle agevolazioni fiscali riguardano il personale

Buongiorno avvocato Sasso, ho letto l’articolo di martedì scorso sulle start up e sui molteplici bonus fiscali riservati a questa forma societaria. Volevo chiedere alcune precisazioni sulle agevolazioni che ha elencato nell’articolo, in particolare mi interessava comprendere meglio come funziona il credito di imposta per le spese di ricerca e sviluppo. Quali sono le imprese che possono beneficiarne e a che condizioni? Ci sono limiti di spesa? Ringrazio per l’attenzione e per la risposta se vorrà darmela.
Francesco,  S.Benedetto Po)

«Buongiorno signor Francesco, la ringrazio per l’interessamento, per la lettura del precedente articolo e soprattutto per la domanda che mi rivolge. L’agevolazione denominata “bonus ricerca e sviluppo” prevista dal “decreto competitività” afferma che le società che investono in ricerca e sviluppo possono godere di un importante credito di imposta. In particolare, il bonus viene concesso automaticamente a seguito dell’effettuazione delle spese agevolate, ovvero quelle sostenute per il costo di personale o per l’acquisizione o l'utilizzo di laboratorio. In particolare, le agevolazioni previste sono del 50% per il personale, che dovrà essere altamente qualificato e dedicato alla ricerca e sviluppo o sempre del 50% per le spese riguardanti la ricerca extra-muros. Inoltre, la norma prevede un credito di imposta del 25% per i costi sostenuti per l’acquisizione o l'utilizzo di strumenti e attrezzature di laboratorio e quelle relativi a costi per competenze tecniche e privative industriali. Questo credito è destinato a tutte le imprese, indipendentemente dalla natura giuridica (perciò sia Snc che Srl o Spa): è sufficiente che investano in attività di ricerca e sviluppo. Anche gli enti non commerciali possono beneficiare del bonus se esercitano in parte un’attività commerciale. Per poter dimostrare la legittimità dell’operato, e pertanto il diritto a ottenere il bonus, è necessario conservare la documentazione inerente le spese sostenute, che dovranno essere certificate dal collegio sindacale o da un professionista iscritto all’albo dei revisori legali. Ricordo, come già scritto nel precedente articolo, che le agevolazioni sono cumulabili tra loro e, in particolare, sono cumulabili anche con i finanziamenti europei con l’unico limite che il beneficio risultate dal cumulo dei vari crediti o finanziamenti non sia superiore ai costi sostenuti. Il calcolo del superamento del limite non è facile da determinare quando si cumulano finanziamenti europei ed agevolazioni italiane, dal momento che questi provvedimenti hanno basi di calcolo diverse, quindi si suggerisce sempre di farsi seguire da tecnici specializzati. È necessario precisare anche che l’importo massimo del credito di imposta concesso è di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario e però la spesa minima per accedere al credito è pari a 30 mila euro. In ogni caso, signor Francesco, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito la portata della norma e delineato i suoi limiti con la circolare n. 5/E/2016, che trova facilmente in internet insieme alla più recente circolare n. 12/E/2017».

Leonardo Sasso  (tributarista@vocedimantova.it)
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