Abusi in caserma, la vittima conferma le accuse al carabiniere

tribunale di mantova

MANTOVA – Da una parte la persona offesa che, davanti al collegio dei giudici, ha confermato l’impianto accusatorio della procura, dall’altra l’imputato che ha invece respinto ogni contestazione a lui ascritta. Con le deposizioni delle parti è entrato nel vivo ieri il processo per violenza sessuale instaurato a carico di Luigi Sapio, 35enne maresciallo dei carabinieri, all’epoca dei fatti in servizio alla caserma di Asola. La vicenda di cui il sottufficiale dell’Arma è chiamato a rispondere risale al 16 agosto 2018. Nel tardo pomeriggio di quel giorno, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il militare avrebbe infatti costretto la donna delle pulizie in caserma a subire abusi sessuali, nella circostanza stringendole il sedere e tentando di toccarle il seno. Di fronte a quegli atti la presunta vittima si sarebbe prima divincolata per poi allontanarsi. Ma lui l’avrebbe raggiunta costringendola a baciarlo sulla guancia. Una settimana dopo quell’episodio era quindi partita la denuncia. Nel corso della prima udienza dibattimentale il difensore della parte offesa aveva chiesto e ottenuto che venisse chiamato a rispondere, come responsabile civile, anche il ministero della difesa, per un eventuale risarcimento del danno. Tra le persone escusse ieri anche un collega dell’imputato, in quel periodo in forza alla stazione carabinieri di Piubega in qualità di vicecomandante e presente all’arrivo della donna nell’ufficio dell’imputato. «La persona offesa – ha raccontato in aula – l’ho vista entrare solo una volta per chiedere di fare le pulizie. Non so però se sia ritornata dopo che me n’ero andato». Prossima udienza il 5 luglio.