Invalida dopo l’operazione, medici alla sbarra

Accusati di lesioni colpose due chirurghi ortopedici dell’ospedale di Suzzara

MANTOVA Seconda l’accusa, durante un intervento chirurgico, avrebbero utilizzato in modo errato un divaricatore provocando alla paziente un conseguente danno irreversibile del nervo femorale. Alla sbarra per lesioni colpose erano così finiti Gianluca Castellarin e Vincenzo Cimino, entrambi chirurghi ortopedici all’ospedale Montecchi di Suzzara. I fatti risalgono al 13 maggio 2013: quel giorno una 64enne residente a Moglia, costituitasi a processo quale parte civile, era stata sottoposta ad un intervento di artoprotesi all’anca; ad operarla l’equipe medica del professor Castellarin, responsabile anche di Medicina Rigenerativa al Centro Armonia di Mantova. Ma già nel post operatorio la donna aveva cominciato ad accusare forti dolori, sintomi acuti che si erano poi protratti ininterrottamente per circa una settimana. Ieri mattina in aula sono stati ascoltati la stessa persona offesa e uno dei due imputati. Di fronte al giudice Antonio Serra Cassano la 64enne ha ribadito il danno fisico subito a seguito di quell’operazione con un’invalidità complessiva pari al 60% riconosciuta dall’Inps e di come, circa un anno dopo, si fosse sottoposta al Poliambulanza di Brescia ad identico intervento stavolta all’altra anca e senza riportare conseguenze permanenti. A livello istruttorio particolarmente dibattute sono state le perizie tecniche. Secondo il consulente della parte civile la condotta colposa dei chirurghi sarebbe consistita nel praticare una divaricazione eccessiva per tenere aperta la ferita. In sostanza attraverso il cosiddetto divaricatore di Hoffman costituito da due leve perpendicolari sarebbe stato compresso oltre le tolleranze stabilite il nervo femorale, comportando di conseguenza la lesione permanente. Di parere diverso il tecnico incaricato dal tribunale secondo cui la lesione era tra le possibili complicanze annoverate nella casistica medica. Una circostanza questa ritenuta accademicamente prevedibile ma non prevenibile dallo staff medico.