Mazzette e soffiate: per quattro finanzieri la procura chiede 22 anni

I militari intercettati dai colleghi delle Fiamme Gialle nell’ambito dell’operazione “Formula”

MANTOVA Una condanna complessiva di poco inferiore ai 28 anni di reclusione. È quanto avanzato dalla procura di via Poma a carico di parte degli imputati, tra militari della Guardia di Finanza, titolari di laboratori tessili cinesi e consulenti del lavoro, finiti alla sbarra per corruzione. Si tratta dei sei soggetti che dopo il rinvio a giudizio avevano scelto di avvalersi del rito abbreviato. Tra le altre accuse mosse a vario titolo nei loro confronti anche quelle di falso, peculato, tentata concussione, truffa aggravata e omissioni in atti d’ufficio. Dopo la riunione dei diversi procedimenti ieri sono comparsi di fronte al gup Matteo Grimaldi. Tra i quattro finanzieri implicati nella vicenda la pena più alta avanzata dal pubblico ministero Giulio Tamburini è toccata al luogotenente Carlo Benvenuti, a cui vengono contestati ben 46 capi d’imputazione: per lui chiesti 8 anni di carcere. Sei anni invece per il vicebrigadiere Pietro D’Amato, mentre a carico del maresciallo capo Massimo Senatore e dell’appuntato Mauro Raso 4 anni ciascuno. Infine 2 anni e 8 mesi per l’amministratore di Mantova Moda Marco Vaccari e 3 anni per Marco Molinari, consulente del lavoro di Porto Mantovano. L’indagine era nata nell’ambito dell’operazione Formula che nel 2017 aveva portato in carcere Piervittorio Belfanti. A margine di questo filone investigativo, tra intercettazioni ambientali e telefoniche, era dunque venuta a galla una verità parallela che vedeva implicati i quattro militari, smascherati dai loro stessi colleghi e collegati in maniera superficiale a Belfanti. Stando a quanto appurato i quattro avrebbero “dimenticato” di denunciare le tante irregolarità che trovavano durante le ispezioni nei laboratori tessili cinesi, accettando di chiudere un occhio in cambio di regali, quali somme di denaro, abiti griffati e cene pagate al ristorante. Tra i tanti casi di corruzione a loro contestati solo a titolo d’esempio, quello emerso durante un controllo effettuato a Cavriana ove avevano accertato la presenza di tre lavoratori irregolari e il mancato versamento dell’Iva. Per evitare la segnalazione avevano incassato 2mila euro. E ancora: Benvenuti e Raso più di una volta sarebbero andati a godersi momenti di relax in uno stabilimento termale a Sirmione durante l’orario di lavoro. Spostandosi con l’auto di servizio e poi falsificando il foglio di servizio per ingannare i superiori sui turni di lavoro. Sempre passando al setaccio i loro movimenti, si era verificato che uno di loro amava farsi bello andando a raccontare ad amici e conoscenti informazioni coperte dal segreto istruttorio. Il procedimento proseguirà il prossimo 5 marzo.