Mazzette, regali e soffiate: stangata per quattro finanzieri

Poco più di diciassette anni totali di reclusione

tribunale di mantova

MANTOVA Una condanna complessiva di poco superiore a 17 anni di reclusione. È quanto deciso dal giudice per l’udienza preliminare Matteo Grimaldi nei confronti di sei imputati su undici totali, tra militari della Guardia di Finanza e consulenti del lavoro, finiti alla sbarra a vario titolo per corruzione, falso, peculato, tentata concussione, truffa aggravata e omissioni in atti d’ufficio. La sentenza, pronunciata nel primo pomeriggio di ieri, ha riguardato in questo caso i soggetti che avevano scelto dopo il rinvio a giudizio di avvalersi del rito abbreviato. Lo scorso gennaio il pubblico ministero Giulio Tamburini, in fase di requisitoria, aveva formalizzato in totale richieste detentive di poco inferiori ai 28 anni di carcere. A pagare lo scotto più alto, tra i quattro ufficiali delle Fiamme Gialle virgiliane implicati nella vicenda, è risultato il luogotenente Carlo Benvenuti, a cui erano stati contestati ben 46 capi d’imputazione e alla fine mandato assolto circa il punto riguardante il reclutamento di manodopera clandestina: per lui la pena inflitta è stata di 5 anni, 4 mesi e 20 giorni di carcere. Per quanto riguarda l’accusa d’introduzione in sistemi informatici la sua posizione è stata stralciata data l’incompetenza funzionale dichiarata dal togato di via Poma che verrà quindi presa in carico dalla procura generale di Brescia. Quattro anni e 20 giorni invece sono stati comminati al vicebrigadiere Pietro D’Amato cui in via accessoria sono stati anche confiscati a titolo risarcitorio 5mila euro; due anni e 8 mesi oltre all’interdizione dai pubblici uffici per quanto concerne il maresciallo capo Massimo Senatore mentre per l’appuntato Mauro Raso la pena finale è stata di 2 anni, 6 mesi e 20 giorni. Infine 1 anno e 8 mesi per l’amministratore di Mantova Moda Marco Vaccari e un anno per Marco Molinari, consulente del lavoro di Porto Mantovano, entrambi beneficiari della sospensione condizionale della pena. Due imprenditori cinesi di Roncoferraro, Chen Quing e Zhou Zhimei, avevano invece patteggiato a suo tempo rispettivamente 16 e 18 mesi di reclusione. L’indagine era nata nell’ambito dell’operazione che nel 2017 aveva portato in carcere Piervittorio Belfanti. A margine di questo filone investigativo, tra intercettazioni ambientali e telefoniche, era venuta a galla una verità parallela che vedeva implicati i militari, smascherati dai loro stessi colleghi. Stando a quanto appurato i finanzieri omettevano di denunciare irregolarità scoperte durante le ispezioni nei laboratori tessili cinesi, accettando di chiudere un occhio in cambio di regali, quali somme di denaro, abiti griffati e cene pagate al ristorante.