MANTOVA Ingaggiato la scorsa estate dal Monza, Leonardo Mancuso ha trascinato il Mantova alla salvezza. Dopo un primo periodo di ambientamento in cui l’attaccante ha avuto momenti belli e altrettanti difficili, nel girone di ritorno è riuscito a sbloccarsi. Capocannoniere della squadra con 10 reti, il milanese si è caricato la squadra sulle spalle. «È stata una stagione molto positiva – afferma il bomber – sia a livello personale che di squadra. Siamo riusciti a raggiungere il nostro obiettivo, la salvezza. Può sembrare una cosa semplice da dirsi, ma da farsi è tutto il contratto. Per noi è stato un grande traguardo. All’inizio nessuno ci dava credito e invece, con il duro lavoro quotidiano, siamo riusciti a salvarci. Ci sono state fasi di up and down, però è successo anche alle avversarie. E poi nel calcio è normalissimo. Sono felice di essere qui, ho trovato l’ambiente e le persone che cercavo. All’inizio è stata tosta adattarsi, ma nella seconda metà di campionato sono riuscito ad esprimermi al meglio. Se ripenso ad un anno fa, molte persone non erano d’accordo sulla mia scelta di venire a Mantova. Ma lo rifarei ancora perché, ripeto, ho trovato il giusto ambiente».
Ripercorrendo il suo primo anno in biancorosso, Leonardo si sofferma su alcuni momenti emblematici: «Quando sono arrivato a luglio 2024, ho avuto una super accoglienza. In ritiro mi sono sentito subito a mio agio con tutti. Lì ho capito subito di aver trovato la mia comfort zone. Per quanto riguarda il campionato, invece, i due momenti più belli che mi porto dentro, oltre alla salvezza, sono i due gol importanti contro Cittadella (valso la prima vittoria in trasferta, ndr) e Carrarese (che ha portato alla salvezza, ndr). Non ho mai avuto dubbi potessimo fare bene, nonostante siamo una squadra giovane (il Mantova lo è tuttora, ndr). La continuità nel lavoro quotidiano ha fatto la differenza. Tutti i giorni abbiamo spinto sull’acceleratore per fare del nostro meglio». Mancuso è uno dei punti chiave da cui la dirigenza virgiliana intende ripartire. «Il secondo anno sarà più duro – afferma – però con l’esperienza assimilata nella passata stagione faremo sicuramente meglio. La Serie B è un campionato difficile, sarà importante il nostro approccio alle partite. Ogni anno si parte con pronostici che alla fine vengono quasi sempre ribaltati. Fare previsioni adesso è impossibile. Dovremo rimanere concentrati solo e soltanto sul nostro cammino. Personalmente ho avuto tante esperienze, positive e negative, però fare paragoni è difficile perché ogni avventura è a sé. Qui la cosa che più mi ha colpito è il livello umano delle persone. Ho trovato la semplicità del calcio e la quotidianità, come ad esempio giocare a briscola tra di noi o mangiare una pizza tutti assieme. In campo, invece, cerchiamo di fare del nostro meglio divertendoci. Sono contento di proseguire la mia avventura qui a Mantova. La continuità per me è molto importante. Negli ultimi anni ho cambiato spesso città, mentre in passato trascorrevo più stagioni nella stessa squadra. Diciamo che questa conferma è stato un po’ come tornare alle origini».
Ripartire da un ambiente che si conosce, e soprattutto con un gioco ormai rodato come quello di mister Davide Possanzini, è un bel vantaggio rispetto ad un anno fa. «In fine dei conti, non è così difficile il nostro gioco. Serve tempo per entrare nei meccanismi. Ma quando si capiscono, è uno spettacolo metterlo in pratica. Io mi ci ritrovo alla grande assieme ai miei compagni e in campo ci divertiamo. La mia disponibilità e la modalità di approccio al lavoro del mister mi ha permesso di inserirmi nel migliore dei modi». «Futuro? Sulle scelte tecniche – conclude Mancuso – non mi pronuncio. Per questo ci sono allenatore e direttore. Io sono carico al 100% e non vedo l’ora di iniziare. Porsi obiettivi è ancora presto. Quando ci ritroveremo il 10 luglio capiremo meglio il da farsi. L’importante è fare un passo alla volta. Noi giochiamo per vincere, e più vinciamo e meglio è».































