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Calcio Serie B – Mantova, che festa al Martelli-Pata Stadium. Ma il Memorial Cappelletti lo vince il Cesena (2-1)

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Mantova Una meravigliosa serata di calcio, grandi campioni e grandi emozioni, quella vissuta ieri al Martelli. Anzi: al Danilo Martelli-Pata Stadium, com’è stato battezzato nell’occasione il glorioso impianto di viale Te. C’era appunto la cerimonia di intitolazione; c’era un fuoriclasse come Marcell Jacobs a rendere speciale l’evento; c’era un gongolante Remo Gobbi, patron di Pata e artefice dell’operazione. E poi c’era il Mantova, impegnato in una partita dal valore altamente simbolico contro il Cesena, visto che metteva in palio il trofeo intitolato a David Cappelletti, lo sfortunato giocatore biancorosso (cresciuto nel vivaio cesenate) vittima di un fatale incidente stradale 26 anni fa. Il Memorial è andato al Cesena, ma importa fino a un certo punto. Conta aver ricordato David in un clima di affettuosa amicizia, con le due tifoserie fianco a fianco in curva e tribuna, unite in un unico sentito applauso alla mamma Cristiana e alla nipote Alessia.
La partita, appunto. Per la prima volta il Mantova ha affrontato una squadra di pari categoria. Nell’undici del primo tempo spicca Mantovani, alla sua prima in biancorosso. Lascia una discreta impressione, ovviamente in attesa di conferme. I ragazzi di Possanzini fanno la partita, che però non decolla: ritmi bassi, qualche lampo qua e là, ma nulla di trascendentale. Si capisce che entrambe le squadre sono in fase di collaudo, oltre che appesantite dai carichi di lavoro. Si eleva Falletti, lucido e rapido nel servire palloni invitanti ai compagni. E funzionano bene i due terzini: Radaelli generosissimo in fase di spinta, Bani attento in fase difensiva. Mancuso sfiora due volte il vantaggio nel giro di pochi secondi, attorno al 20’: la prima volta indugia e viene anticipato dal difensore: la seconda manda fuori di testa a due passi dalla porta. A sbloccarla ci pensa allora Radaelli, che spedisce alle spalle di Klinsmann un bel cross di Fiori su un’azione di ripartenza. Siamo al 25’. Ma è un vantaggio effimero. La solita distrazione difensiva causa l’1-1 dopo appena tre minuti: calcio d’angolo e girata di testa in mischia di Zaro che beffa Festa. Il finale del primo tempo vede ancora il Cesena in avanti, con Shpendi e Berti che impegnano il portiere biancorosso. Nell’intervallo applausi per il doveroso e meritato ricordo di Paolo Antonioli, ex giocatore mantovano cresciuto nel vivaio dell’Acm e mancato in settimana dopo una lunga malattia.
Nel secondo tempo Possanzini cambia tutti tranne Festa (che farà poi spazio all’ultimo acquisto Andrenacci). Pittino-Castellini è l’inedita coppia di centrali difensivi, Ruocco agisce da trequartista e c’è l’altra novità Caprini. Sull’altro fronte, Magnini opta per sostituzioni in corso d’opera. I ritmi si abbassano ulteriormente. Al 52’ Ruocco ci prova in rovesciata, strappa consensi ma non centra lo specchio. La manovra biancorossa è più macchinosa, gli automatismi sono da perfezionare. La grande occasione però arriva al 74’: Caprini si fa atterrare in area da David e l’arbitro concede il rigore. Sul dischetto va Burrai, che potrebbe segnare il suo ultimo gol mantovano (ma il suo futuro non è ancora chiaro) e invece spara addosso a Klinsmann. Il portiere dei romagnoli si ripete poco dopo su Fedel, salvando l’1-1. All’86’ altro regalo della retroguardia virgiliana, su calcio piazzato: punizione dalla trequarti, palla in area e colpo di testa del liberissimo Zaro (ancora lui) che trafigge Andrenacci. È il gol che decide il match.
Il fischio finale vede il Cesena ritirare il trofeo e i giocatori del Mantova sotto la Te, salutati comunque da fragorosi incitamenti. L’Acm archivia l’amichevole con qualche spunto positivo, ma anche con la consapevolezza di dover lavorare molto. Preoccupano le disattenzioni difensive, che già troppi gol sono costati nella scorsa stagione. C’è ancora tempo, e bene ha fatto la società ad organizzare due amichevole per la prossima settimana. Nulla come le partite possono aiutare a trovare l’amalgama che serve.