MANTOVA – Era il 21 maggio 2015 quando in via Roma l’allora sindaco Nicola Sodano assieme all’assessore regionale Mario Mantovani presentava il protocollo d’intesa tra il Comune (ente guida cui era affidata la progettazione), la Provincia, la Camera di Commercio, la Regione, l’azienda ospedaliera Carlo Poma e l’Areu per dare vita all’eliporto della città. «Dopo circa trent’anni – diceva una nota di via Roma –, finalmente, come auspicato dall’Enac, anche a Mantova avrà uno scalo eliportuale che verrà realizzato al Migliaretto». Ma quel protocollo non ha avuto seguito alcuno. Anzi…
Una delle condizioni affinché si potesse dare concretezza al proposito era che la stessa Regione esercitasse il diritto di prelazione sull’area, nel momento che il Migliaretto passasse da Enac e ministero delle finanze al demanio dello Stato. Quel diritto di prelazione nondimeno non è mai stato esercitato dal Pirellone. Fatto che non ha mancato di produrre fortissimi malumori all’interno delle stesse forze di centrodestra.

































