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Circonvenzione di incapace: coppia evita la stangata. Lui assolto, per lei pena sospesa

SAN BENEDETTO PO  Rischiavano condanne molto pesanti per l’accusa di circonvenzione di persona incapace. Oggi però, al momento della lettura della sentenza c’è stato un piccolo colpo di scena, perché l’imputato che rischiava la pena più alta è stato assolto perché il fatto non sussiste, mentre la sua complice se l’è cavata con una condanna a un anno e mezzo di reclusione, derubricazione del reato in tentata circonvenzione di incapace e pena sospesa. Il quadro accusatorio era decisamente pesante per C.F., un 46enne originario di Taranto, residente a San Benedetto Po e attualmente detenuto per altra causa, e una MC., una 33enne anche lei di San Benedetto Po; secondo l’accusa i due avrebbero approfittato della condizione di forte fragilità cui versava all’epoca un loro anziano vicino di casa, scomparso un anno fa all’età di 75 anni, per spillargli, in più occasioni, delle somme di denaro quantificate complessivamente in 2500 euro. I parenti dell’anziano avevano segnalato la cosa ai carabinieri che erano intervenuti immediatamente. Secondo le indagini i due, grazie a un rapporto confidenziale con l’anziano, della cui abitazione sarebbero stati altresì assidui frequentatori, avrebbero indotto lo stesso pensionato a consegnare loro, sia spontaneamente che tramite raggiri, svariate somme in contanti. Nella scorsa udienza il Pm aveva chiesto una condanna di 3 anni e 4 mesi di reclusione per il 46enne (che ha numerosi precedenti alle spalle), e di 2 anni e 8 di reclusione per la 33enne. Oggi il giudice Edoardo Zantedeschi ha emesso la sentenza assolvendo il 46enne e condannando, ma con pena sospesa, la 33enne.