MANTOVA «Ci vogliono equilibrio, calma e sangue freddo. Come in tutte le cose della vita. Sono certo che il Mantova si risolleverà da questa situazione». Il consiglio e l’auspicio vengono da Maurizio Setti, che dal 2018 al 2022 è stato azionista di maggioranza dell’Acm, prima della cessione a Filippo Piccoli. Alla Voce l’imprenditore carpigiano (oggi attivo nel campo sanitario, dopo aver ceduto la sua azienda di abbigliamento) affida alcune riflessioni sul delicato momento che sta attraversando la sua ex società. «Conosco bene Piccoli e so quanto ci tenga a fare le cose per bene – spiega Setti – . Lo ha dimostrato da quando ha preso in mano il Mantova, riportandolo in Serie B dopo tanti anni e non tirandosi mai indietro quando c’era da investire. Guardate il centro sportivo, che io ho voluto e lui ha sviluppato. È difficile nel calcio di oggi trovare una proprietà altrettanto solida. Per questo dico ai mantovani: tenetevi stretti Piccoli e sostenetelo. Quanto alla situazione della squadra, dall’esterno non posso conoscere la natura dei problemi. Mi permetto solo di consigliare equilibrio. Quando i risultati non arrivano è facile farsi prendere dal pessimismo, ma non è questo l’atteggiamento giusto. So che in viale Te lavorano ogni giorno per correggere quel che finora non ha funzionato. Stiamo parlando dello stesso gruppo che ha riportato il Mantova in B e che nella scorsa stagione ha centrato la salvezza. Concedergli fiducia è il minimo. Da quanto ho potuto osservare, quest’anno in Serie B si è alzato il livello. Siamo appena a inizio campionato e l’obiettivo del Mantova è sempre la salvezza, giusto? Ecco, c’è tutto il tempo per raggiungerla. Qualora le difficoltà persistessero, si può intervenire sul mercato a gennaio. Il cammino è lunghissimo».
Setti ammira mister Possanzini: «Ha fatto bene Piccoli a rinnovargli la fiducia – dice – . Vedo squadre che giocano un calcio stantio, noioso. In Serie A, come in B. Possanzini ha una sua filosofia, che lo ha sempre premiato. È giusto che vada avanti su questa strada, come è giusto che la società e i giocatori lo assecondino e gli forniscano il massimo supporto. Le lamentele dei tifosi? Inevitabili quando non arrivano i risultati. Ma a loro rinnovo il mio motto: calma e sangue freddo».
Guardando indietro alla sua esperienza mantovana, Setti confessa due rimpianti: «Il primo è non aver ottenuto la promozione in C al primo anno, nonostante il record di punti. Ci beffò il Como. Un altro tipo di Como… e non dico altro. Il secondo rimpianto è non aver sfruttato fino in fondo le potenzialità della sinergia col Verona (l’altro club di cui Setti era proprietario, ndr), anche per ragioni legate ai rapporti non certo idilliaci tra le due piazze. In ogni caso, quella al Mantova è stata una bella esperienza». Quasi un anno fa l’ex patron biancorosso ha ceduto anche il Verona, chiudendo di fatto col calcio. «Nostalgia? No no. Anzi, mi sto “disintossicando” e non ho intenzione di entrare in altre società. Però il calcio resta la mia passione e continuo a seguirlo. Tornare al Martelli? Mio figlio, che fa l’osservatore, c’è stato di recente. Magari un giorno mi accodo anch’io».

































