MANTOVA Sono trascorse 12 giornate di campionato e in casa Mantova c’è chi cerca più spazio: Davis Mensah. L’attaccante nella passata stagione è stato trai i giocatori cardine e imprescindibili per mister Davide Possanzini. Anche grazie al suo supporto, la squadra è riuscita a raggiungere il traguardo salvezza. Quest’anno invece non è ancora riuscito a lasciare il segno, complice il suo scarso impiego. Sono 255 i minuti complessivi giocati sin qui dal classe ’91, la metà rispetto ad un anno fa dopo 12 giornate. L’arrivo in prestito dal Pisa di Nicholas Bonfanti, oltre al già presente Leonardo Mancuso, ha reso ancora più folto il reparto offensivo. Soprattutto la zona che riguarda le punte. L’allenatore biancorosso ha preferito schierare titolari Mancuso per otto partite e l’ultimo arrivato addirittura per sei, con Mensah sempre destinato a subentrare. Solo in un’occasione il nativo di Bussolengo è stato scelto nell’11 iniziale: nel derby contro il Modena dello scorso 20 settembre perso malamente 3-1 al Martelli.
Anche se non lo so si può definire “scomparso dai radar” Mensah sta faticando parecchio a trovare spazio e continuità. Ma a sorprendere è come l’Acm cambi marcia quando la punta è in campo. Soltanto in due partite i virgiliani hanno perso con lui in campo: contro Modena e Catanzaro. Nelle restanti 10 partite invece o è subentrato quando il Mantova era già in svantaggio, oppure ha dato quella spinta in più che ha consentito al club di viale Te di vincere la partita. O almeno rendersi più pericoloso. Ma andiamo con ordine e partiamo dai contro. Nell’unica gara disputata da titolare, Mensah è rimasto in campo 75 minuti per poi essere sostituito da Bonfanti. In quell’occasione il Modena si portò subito sul doppio vantaggio nel giro di 40’, ma fu proprio l’attaccante a procurarsi il rigore poi trasformato da Mancuso e valso il momentaneo 1-2. Con il Catanzaro invece, entrato in campo al 72’ sul risultato di 1-1, non è riuscito a dare peso all’attacco. Ma contro i calabresi tutta la squadra si è spenta dopo aver subìto il pari. Anche con i giallorossi il risultato finale fu a sfavore di 3-1.
A Monza e Chiavari (sul campo della Virtus Entella), entrato dalla panchina, non lasciò il segno e il Mantova tornò a casa a mani vuote da entrambe le trasferte. Anche con il Sudtirol non impattò sul risultato finale di 1-1, ma aiutò la squadra a salire e a rendersi pericolosa in un paio di occasioni. Frosinone, Avellino e Bari invece sono le tre partite viste fino alla fine dalla panchina.
Passando alle note positive, alla seconda giornata contro il Pescara, subentrato a Bonfanti aiutò i biancorossi a ottenere la prima vittoria. A Castellammare di Stabia, nonostante la sconfitta, quando entrò in campo al posto di Artioli fece salire la squadra, contribuendo al forcing finale e alla rete della bandiera siglata da Mancuso. Mentre con Sampdoria e Padova era in campo quando Ruocco siglò i gol vittoria.
Mensah non è un bomber di razza, però c’è un dato di fatto: con lui in campo il Mantova si trasforma. Sarà il suo carisma, la sicurezza che trasmette ai compagni e la fisicità nel difendere palla per permettere alla squadra di rifiatare e salire. In questa sosta Possanzini avrà riflettuto. Magari, già contro lo Spezia potrà tornare ad essere un punto fermo dell’attacco.

































