Home Provincia Sabbioneta – Navetta nel giorno di mercato: “Più gente in centro paese”

Sabbioneta – Navetta nel giorno di mercato: “Più gente in centro paese”

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Sabbioneta È una piccola rivoluzione quella che, dal prossimo anno, caratterizzerà il mercato settimanale del mercoledì. Dalla prima settimana di febbraio, infatti, gli ambulanti occuperanno solo la porzione di Piazza Ducale di fronte al municipio. L’altra metà della piazza, quella di fronte alla chiesa dell’Assunta, tornerà ad essere aperta alla viabilità e al parcheggio con disco orario, come nei giorni feriali. La “ristrutturazione del mercato”, definita dal regolamento comunale, è stata valutata dopo il calo del numero di ambulanti dovuti ai pensionamenti degli ultimi mesi, che hanno via via prodotto dei buchi all’interno delle postazioni assegnate. Questo, però, non ha portato ad avvicendamenti, probabilmente anche per le ridotte dimensioni della cittadina, che non rendono il mercato particolarmente redditizio per i commercianti che vengono da fuori. A questo si aggiunge anche la crisi del settore, schiacciato dalla concorrenza impari dall’e-commerce, che vede sfrecciare corrieri tutti i giorni lungo le strade del territorio. Questo ha determinato, in molti casi, la scelta di “chiudere bottega” appena possibile.
«La decisione – spiega il vicesindaco e assessore al commercio Franco Alessandria – è stata presa in accordo con gli ambulanti del mercoledì e con le associazioni di categoria interessate al commercio. Come Comune stiamo anche valutando l’attivazione di un servizio di trasporto dalle frazioni al centro nel giorno di mercato, per agevolare gli anziani e il commercio locale».
Un punto a favore sarà sicuramente l’apertura al traffico e al parcheggio della porzione di piazza davanti alla chiesa, che consentirà di essere più vicini ai banchi del mercato, con sollievo della popolazione anziana e di chi ha difficoltà a deambulare. La riduzione dello spazio riservato al mercato lascia comunque un po’ di amaro in bocca, perché suona un po’ come un campanello di allarme. Un sintomo di decadenza per la cittadina gonzaghesca, che se brilla sempre di più per la sua storia e i suoi monumenti, anche a livello internazionale, sembra faticare a mantenere i servizi e i negozi di prossimità. Recente, ad esempio, la chiusura di uno degli unici due negozi di alimentari che si trovano in centro. Non perché la titolare sia andata in pensione (al contrario, ha trovato lavoro in un centro della grande distribuzione), ma per le difficoltà a tenere aperto, strozzata dai costi e dall’eccesso di burocrazia.