Home Sport Calcio Serie B – Il pagellone del Mantova: pochi promossi, tante delusioni

Calcio Serie B – Il pagellone del Mantova: pochi promossi, tante delusioni

MANTOVA Per il Mantova il 2025 che ci sta lasciando non è stato un anno da buttare. Ma nemmeno glorioso. Nella prima parte è arrivata una sofferta salvezza; nella seconda problemi a non finire, che hanno portato al cambio di allenatore e ds, e ad un preoccupante penultimo posto in classifica. Va da sè che il tradizionale appuntamento con le pagelle di fine anno, relative al campionato in corso, non può esibire voti alti. Vediamo.
Marco FESTA – Ventisette gol presi in 18 partite sono tanti, ma lui ne ha evitati almeno una decina. Il capitano è uno dei pochi a salvarsi. Ed è un paradosso che sia proprio lui, a quanto pare, il primo a dover fare le valigie causa arrivo di Bardi. Misteri del calcio. Voto: 6.5.
Nicolò RADAELLI – Meno incisivo e appariscente rispetto alla scorsa stagione, qualche buona prestazione l’ha comunque sfoderata. Una macchia le tre giornate di squalifica rimediate ingenuamente a Venezia. Voto: 6.
Alessio CASTELLINI – Il migliore dei famigerati acquisti estivi. Visibilmente a disagio quando è stato impiegato da terzino; decisamente più sicuro da difensore centrale. Su di lui si può contare. Voto: 6.
Stefano CELLA – Le partenze di Brignani e Redolfi, unite all’infortunio di Mantovani, gli hanno consegnato la leadership del reparto arretrato. Onori e oneri che lui talvolta fatica a reggere. Da ricordare il gol allo Spezia, il suo primo con l’Acm. Voto: 6.
Valerio MANTOVANI – L’ottima prova col Pescara aveva illuso. Nelle successive esibizioni l’esperto difensore ha arrancato, fino all’infortunio che lo terrà fuori per un altro mese ancora. Voto: 5.
Cristiano BANI – La continuità non è il suo forte, anche all’interno di una stessa partita. Tanto impegno e una serie di amnesie costate qualche punto. Voto: 5.5.
Tommaso MAGGIONI – A sorpresa si scopre che è il terzo biancorosso con più presenze, pur non essendo considerato un titolare. La duttilità gli fa onore, ma nemmeno lui ha saputo lasciare il segno. Voto: 5.5.
Senan MULLEN – Due misere presenze, mai preso in considerazione nè da Possanzini nè da Modesto. E la sua avventura in riva al Mincio è già ai titoli di coda. Voto: 4.5.
Tommaso PITTINO – Ancora peggio di Mullen: mezz’ora scarsa nella disgraziata sfida col Catanzaro e null’altro. Anche lui se ne andrà. Voto: 4.5.
Simone TRIMBOLI – La sensazione è che più di tutti abbia sofferto le travagliate sorti della squadra e le critiche della piazza. Tanto da esserne condizionato. Voto: 5.5.
Flavio PAOLETTI – Rilanciato a sorpresa da Possanzini, ha ben impressionato all’inizio salvo poi perdersi. Resta per certi versi indecifrabile. Voto: 5.5.
Francesco RUOCCO – Le ultime due prove non sono state all’altezza, ma non si possono dimenticare i 5 gol e i 7 punti che hanno fruttato. Oltre le attese. Voto: 7.
Federico ARTIOLI – La partenza di Burrai e il cambio di modulo gli avevano spianato la strada. Con Possanzini, pur se fra alti e bassi, si era guadagnato un ruolo. Con Modesto è tornato in panchina. Voto: 6.
David WIESER – Forse fin troppo impiegato in proporzione alle sue qualità. Impegno, dedizione e professionalità non si discutono, ma serve anche altro. Voto: 5.
César FALLETTI – Nell’era Possanzini, prima l’infortunio e poi il cambio di modulo l’hanno penalizzato. Modesto l’ha rilanciato, ma la strada per recuperare il tempo perduto è lunghissima. Voto: 4.5.
Francesco GALUPPINI – Otto presenze, pochi spunti, zero gol. La sua avventura mantovana si è chiusa così. Ingloriosamente. Voto: 4.
Giacomo FEDEL – È rimasto, suo malgrado, un comprimario. Anch’egli destinato ad altri lidi in C, categoria a lui più congeniale. Voto: 4.5.
Zan MAJER – Non ce ne voglia ma, in proporzione alle attese e al suo dignitoso passato, rimarrà come una delle più colossali “sòle” della storia del Mantova. Le due goffe autoreti con Modena e Catanzaro riassumono perfettamente la sua breve esperienza virgiliana. Voto: 3.
Maat Daniel CAPRINI – Giunto in prestito dalla Fiorentina tra squilli di trombe, a conti fatti ha lasciato ben poco. Qualche dribbling, qualche percussione, qualche tocco sopraffino. Mai qualcosa che spostasse veramente gli equilibri. Voto: 5.
Davide BRAGANTINI – Nulla a che vedere con le due annate precedenti. L’infortunio l’ha messo all’angolo, ma anche prima ha faticato ad esprimersi ai suoi livelli. Voto: 5.
Antonio FIORI – Il gol decisivo al Pescara faceva presagire tutt’altra stagione per lui. L’esplosione di Ruocco lo ha fatto sparire dai radar: due mesi senza mettere piede in campo, il pilota-telecronista Genè direbbe “mai visto questo”. Modesto l’ha ripescato, ma lui sembra ancora l’ombra di se stesso. Voto: 4.5.
Nicholas BONFANTI – Arrivato con la voglia di spaccare il mondo, non ne ha azzeccata una. Bilancio disastroso ma, a differenza di altri, sembra destinato a restare. Ergo, ha tutto il tempo per invertire la rotta. Coraggio. Voto: 4.
Tommaso MARRAS – Poco impiegato, ma qualcosa ha fatto intravedere. Memorabile la doppietta allo Spezia. Voto: 6.5.
Leonardo MANCUSO – Al suo attivo 4 gol, un rigore sbagliato, qualche prova opaca e un acciacco fisico. Mai più in rete dall’esonero di Botturi. Si può dare di più. Voto: 5.5.
Davis MENSAH – La sua presenza in campo incide meno rispetto agli ultimi due anni. Lo “zero” alla casella dei gol non sorprende, ma non per questo lo assolve. Voto: 5.