MANTOVA – La si potrebbe dire bonariamente “la Ferragni delle casalinghe”, ma lei rigetta col sorriso questa etichetta: il suo appeal pubblico non deriva dall’esibizione di se stessa o del suo corpo, ma dal suo impegno domestico che grazie alla rete informatica le ha concesso di essere ormai seguìta da quasi un milione di persone, e persino di avere trovato la via d’accesso alla grande editoria ove il suo libro sta letteralmente spopolando nel giro di pochissimi mesi.
Si chiama Alma Ahmeti, nata a Valona in Albania 48 anni fa, ma mantovana dal 2001, ove ha trovato casa, professione e famiglia. Sposata dal 2005 con il musicista polistrumentista Giampaolo Squassabia e madre di due figli, sino a pochi anni fa alternava le cure familiari alla professione infermieristica in varie strutture sanitarie di città e provincia, sintanto che il mondo dei canali social ha prodotto una svolta per lei stessa inattesa. È diventata davvero una influencer su Facebook, Instagram, TikTok e altre piattaforme.
E cosa pubblica? «Un po’ di tutto quello che riguarda la conduzione della mia vita familiare. Penso alle attività di bricolage nella casa, a come organizzare gli spazî nei miei armadî, a come gestire al meglio gli ambienti anche nei mobili, oppure a come togliere l’inutile o il superfluo, a come ripartire le cose e gli strumenti di uso quotidiano, a come ottimizzare nei cicli stagionali ciò che si riserva ai giorni autunnali o invernali rispetto a ciò che serve in primavera o in estate, dal vestiario a tutto il resto. Ho cercato insomma di trasmettere anche ad altre persone come me certe astuzie funzionali per realizzare grandi cose con piccole spese».
La fortuna premia sempre le idee, o presto o tardi. E così è avvenuto anche per Alma, che con ventitrè anni di attività infermieristica alle spalle e nove come “social-casalinga”, oggi si ritrova gratificata da un séguito che l’ha portata in breve a essere sponsorizzata da colossi dell’industria, a essere cercata da Mondadori per pubblicare la sua esperienza e i suoi “trucchi del mestiere”, e addirittura a fare impresa del suo successo con sette dipendenti all’attivo. E non è che l’inizio, si spera.
Quanto al libro, Lo stile per la tua felicità uscito nelle librerie il 21 settembre scorso per Mondadori Electa, e già arrivato alla seconda ristampa, Alma ne va sì orgogliosa, ma con grande indulgenza e anche un po’ di rammarico: «La chiamata dalla Mondadori mi è arrivata proprio mentre ero molto triste perché mio padre stava morendo. Tanto che per un po’ ho abbandonato il progetto, ripreso solo poi. Scrivere quel libro mi ha anche aiutata a superare un momento difficilissimo. Poi però sono arrivate anche le soddisfazioni – prosegue Alma –. Il libro sta andando benissimo, è nella top ten delle librerie ed è già in ristampa. Parte del ricavato oltretutto andrà alla residenza sanitaria per disabili “Tam Tam” di San Giorgio». Per non dire del séguito sui social, che cresce a vista d’occhio.
«Lì ho iniziato nel 2016 con alcune foto, poi ho visto che le mie idee piacevono, specie su Instagram, tanto che oggi sono testimonial di varie aziende». Detto in numeri, Alma su Instagram è seguita da 650mila persone; da altre 120mila su TikTok, e da 65mila su Facebook. «Su Youtube molte meno, perché ho iniziato a postare da poco», aggiunge. Ma quanto basta a muovere l’interesse di aziende come Le roi Marlin, Lagostina, Vileda, Coccolatevi, Prill, Finish, Agos Ducato, Facile.it, Zalando, Max Factory, Scotch 3M e altre per darle credito e per investire su di lei.
Oggi il lavoro la assorbe molto. In agenda Alma ha già le presentazioni del libro a Milano, Firenze, Roma e Palermo, cui seguono anche gli impegni di marketing per il suo social-brand “lostiledi_alma”. Ma resta il primo dei suoi impegni, la “casa”: «Molto del mio lavoro lo faccio con mio marito, che mi aiuta e mi ha aiutato tanto quando ho pensato di cambiare il mio lavoro di infermiera, avendo visto il potenziale che c’era. Però ci tengo a dirlo, io separo sempre la mia vita privata dal mio lavoro e dalla vita social. Io non posto le foto dei miei figli, ma solo me stessa e la mia casa. E non si pensi che chi lavora da casa lavori di meno: chi lavora da casa lavora il doppio o triplo, non meno», conclude Alma Ahmeti.

































