Home Provincia Coldiretti: Mantova polo strategico per suini, carne bovina e grano duro

Coldiretti: Mantova polo strategico per suini, carne bovina e grano duro

MANTOVA – Coldiretti Mantova esprime pieno favore per la ricomposizione a Mantova di tutte le Commissioni Uniche Nazionali (CUN) dedicate al suino, compresa la Commissione “tagli suini” e quella su “carni e strutti”, trasferite da Parma. Il presidente Fabio Mantovani sottolinea come Mantova, seconda provincia italiana per numero di suini con quasi un milione di capi, rappresenti un punto strategico per la suinicoltura nazionale. Grazie alla presenza di macelli di grandi dimensioni e a una consolidata tradizione nella produzione di salumi Dop, la provincia può favorire un confronto costruttivo tra tutti gli operatori della filiera, promuovendo politiche di pianificazione della produzione, strategie di mercato condivise e iniziative per rafforzare la presenza delle carni suine e dei salumi sia in Italia che sui mercati internazionali.Parallelamente, Coldiretti sostiene anche la creazione di una CUN per la carne bovina, al fine di armonizzare il settore e offrire strumenti di programmazione e confronto agli allevatori. Mantovani propone come sede principale Modena, mercato di riferimento nazionale per la bovinicoltura, ma sottolinea che, in caso di difficoltà organizzative, Mantova potrebbe garantire ospitalità alle commissioni dedicate alla filiera della carne bovina, dagli animali da ingrasso fino ai capi da macello e ai singoli tagli di carne. L’obiettivo è affrontare la volatilità del mercato e le pressioni dovute alla scarsità di approvvigionamento degli animali dalla Francia, garantendo maggiore stabilità e trasparenza al comparto. Sul fronte cerealicolo, Coldiretti evidenzia il successo dell’istituzione della CUN del grano duro, insediata a Foggia, che rappresenta uno strumento fondamentale per rendere più trasparente il mercato e tutelare il reddito degli agricoltori. La commissione avrà il compito di individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e di monitorarne le tendenze di mercato, contrastando il fenomeno del crollo periodico delle quotazioni, spesso alimentato dalle importazioni estere e dalle dinamiche delle borse merci. Mantovani ricorda che la mobilitazione nazionale, con oltre ventimila agricoltori scesi in piazza, ha giocato un ruolo determinante per ottenere questo risultato, tutelando sia i produttori sia la salute dei cittadini consumatori.Secondo i dati Ismea, produrre un quintale di grano duro costa agli agricoltori in media 30,3 euro al Centro-Nord e 31,8 euro al Sud. Negli ultimi quattro anni le quotazioni pagate ai produttori sono crollate tra il 35% e il 40%, rendendo i ricavi insufficienti a coprire le spese e mettendo a rischio le semine future e la sostenibilità economica delle aziende agricole italiane. Per Coldiretti, la creazione e il rafforzamento delle CUN rappresentano quindi strumenti essenziali per stabilizzare il mercato, garantire la trasparenza delle quotazioni e sostenere la filiera agroalimentare nazionale, dai suini e bovini fino al grano duro destinato alla pasta.