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Accusato di avere violentato una vicina di casa. La vittima non si presenta a testimoniare

MANTOVA  Stando al quadro inquirente si sarebbe reso responsabile di un episodio di stupro perpetrato ai danni di una propria vicina di casa con la quale altresì, avrebbe pure avuto qualche tempo prima una breve relazione sentimentale. Sul banco degli imputati, per l’ipotesi di violenza sessuale, si è così ritrovato un trentenne tunisino domiciliato nel centro cittadino virgiliano. Una vicenda risalente segnatamente alla sera dell’11 aprile 2022 e ora approdata innanzi al collegio dei giudici di via Poma.
Secondo infatti quanto addotto agli atti processuali, in tale circostanza l’uomo, incontrata la presunta vittima – una 40enne ucraina – dopo aver fissato con lei un appuntamento nei pressi della zona tra corso Libertà e piazza Martiri di Belfiore, l’avrebbe dapprima immobilizzata e quindi violentata nell’androne di un palazzo per poi allontanarsi in tutta fretta. La donna però a quel punto, così come pure riferito ieri in aula dal carabiniere che ne aveva raccolto la denuncia il mattino seguente, anziché chiedere aiuto benché sotto shock, si sarebbe di contro diretta a un vicino sportello Atm per effettuare una ricarica telefonica. Solo l’indomani quindi, una volta da lei stessa contattato il comando dell’Arma di via Chiassi, la parte lesa era stata accompagnata in pronto soccorso coi militari che poi avevano acquisito la relativa querela. Sulla scorta quindi delle conseguenti attività investigative erano stati subito estratti campioni biologici a livello genitale della persona offesa, nonché sequestrati e repertati sia slip che reggiseno da lei indossati, oltre alla visione delle telecamere dell’area di piazza Martiri, contrariamente a quelle del punto in cui si sarebbe consumata la paventata violenza, questa mai però indicata da un referto medico. Inoltre non sarebbero mai arrivati, perché mai effettuati, gli esiti di laboratorio sui tamponi prelevati. Omissioni e incongruenze su cui ha puntato forte ieri in sede dibattimentale la difesa dell’imputato a fronte altresì della reiterata reticenza a testimoniare della donna. Prossima udienza il 15 giugno.