ROVERBELLA Una ripartenza convincente nel 2026 per la Roverbellese, che domenica scorsa ha fatto scendere dal trono il Soave, battendolo 2-1 grazie alla doppietta di uno scatenato Alessandro Bellini. «È stata una gara combattuta – afferma l’attaccante – contro una squadra forte. Hanno preso tre pali mentre noi siamo stati bravi a concretizzare le occasioni avute: nel calcio per vincere bisogna segnare. Nel primo tempo abbiamo giocato bene, ma non è bastato perché lo abbiamo chiuso sotto di un gol. Nella ripresa loro sono calati mentre noi siamo usciti alla distanza: siamo stati anche fortunati. Abbiamo una squadra abbastanza esperta e questo ha sicuramente aiutato. Ma anche loro non sono da meno. Forse la vera differenza l’ha fatta un pizzico di malizia».
Con la doppietta di Soave, Bellini, all’approssimarsi delle 42 primavere, è salito a quota sei gol diventando capocannoniere della squadra: «La dedico ai miei figli Filippo e Lorenzo Ricardo. Sentirsi abbracciare così dai compagni mi fa tornare ragazzino. Se gioco ancora è per vivere queste emozioni. Li ringrazio tanto. La società Roverbellese per me è una seconda famiglia».
Con il successo di domenica scorsa, i ragazzi di mister Marmiroli hanno agganciato la Medolese al settimo posto con 26 punti, a -4 dai play off. «La nostra è una stagione di alti e bassi: abbiamo cambiato allenatore a fine anno e questo significa che in fondo serviva dare una svolta. La salvezza rimane l’obiettivo principale poi, tutto quello che verrà lo prenderemo di buono. Rispetto alla passata stagione sono cambiati molti giocatori. Trovare l’amalgama non è semplice. Però c’è il giusto mix di cose: società, persone umili che mettono cuore e anima per questa causa, e poi i giocatori. Ma anche gli allenatori, passati e presenti come Ferrari e Marmiroli, hanno contribuito alla nostra crescita».
Personalmente – conclude Bellini – Non sono mai contento. Lo sarò quando raggiungeremo certi obiettivi. In questo sport bisogna avere sempre fame: serve per arrivare in alto. Non si smette mai di imparare. La vittoria con il Soave è un capitolo chiuso. Adesso dobbiamo pensare alla sfida casalinga con il San Lazzaro».

































