MANTOVA Negli ultimi anni si sente spesso parlare di “denti fissi in un giorno”, “sorriso nuovo in poche ore” o “bocca completa in tre giorni”. Sono frasi che attirano l’attenzione, ma è importante chiarire un concetto fondamentale: non esiste un tempo uguale per tutti. Chi si avvicina all’implantologia conservativa deve sapere che ogni bocca è diversa. Ogni persona ha una storia clinica propria, con condizioni ossee e gengivali che vanno valutate con attenzione. Per questo non è corretto applicare soluzioni rigide o standardizzate.
«Quando ci sono le condizioni giuste – spiega il dottor Giorgio Stroppa, parodontologo certificato a livello europeo e docente al Master di Parodontologia e Implantologia presso l’Università Internazionale della Catalogna – è corretto parlare di carico immediato, cioè la possibilità di inserire gli impianti e applicare denti provvisori già entro le prime 72 ore. Ma è una scelta che va sempre valutata caso per caso».
Quali sono le condizioni giuste? Prima di tutto serve una buona quantità e qualità di osso, in modo che gli impianti siano stabili fin da subito. Quando questo è possibile, si possono applicare denti provvisori fissi, spesso realizzati in PMMA, un materiale moderno, resistente, esteticamente valido e ben tollerato dai tessuti della bocca. Questi denti permettono al paziente di tornare rapidamente a sorridere e a masticare, pur sapendo che si tratta di una fase provvisoria prima della protesi definitiva.
E se le condizioni non sono ideali? Non sempre l’osso è pronto a sostenere subito gli impianti, soprattutto dopo estrazioni recenti o in presenza di una perdita ossea importante. In questi casi è più prudente non forzare i tempi. Si possono utilizzare soluzioni provvisorie diverse, come denti appoggiati su quelli naturali rimasti o, se necessario, protesi mobili temporanee. Questo permette ai tessuti di guarire correttamente e di arrivare alla fase implantare in maggiore sicurezza.

Attenzione alle infezioni
Un altro aspetto fondamentale è la salute delle gengive. Se è presente una parodontite attiva, conosciuta anche come piorrea, questa deve essere curata e stabilizzata prima di qualsiasi trattamento implantare esteso.
«Gli impianti – sottolinea il dott. Stroppa – funzionano bene solo in una bocca sana». “Prima si valuta, poi si decide” «Non ha senso parlare di tempi uguali per tutti – conclude il dottor Stroppa –. Prima di affrontare un trattamento con denti fissi su tutta la bocca è indispensabile una visita accurata, con radiografia 3D e impronte digitali. Il carico immediato è una possibilità efficace, ma solo quando ci sono le condizioni giuste e quando l’obiettivo è un risultato stabile nel tempo».

































