Home Provincia Addio a Canuti, lo stopper dell’Inter-scudetto 1980 originario di Bozzolo

Addio a Canuti, lo stopper dell’Inter-scudetto 1980 originario di Bozzolo

BOZZOLO – Si è spento a Cinisello Balsamo Nazzareno Canuti, stopper dell’Inter dello scudetto 1979-80 di Eugenio Bersellini. Aveva 70 anni e se n’è andato improvvisamente a seguito di un tumore fulminante. Canuti, detto Nazza, era originario di Bozzolo. Il padre fa l’autista, va a prendere il latte e lo porta con sé nelle fattorie. Poi si trasferisce a Milano e comincia a condurre gli autobus dell’Atm. Dopo un provino a Rogoredo, finisce all’Inter, dove comincia tutta la trafila del vivaio. Ne diventa tifoso “grazie” a Roberto Boninsegna. «Come raccattapalle, a 14 anni, ho visto Boninsegna segnare in rovesciata al Foggia: 5-0 e scudetto». Nel novembre 1976 l’esordio in serie A contro il Torino. Lui manca Paolino Pulici che riesce a segnare “solo” su rigore. Diventa titolare nella stagione successiva, lanciato da quell’Eugenio Bersellini, detto il “Sergente di ferro”, con cui all’inizio non sembrava legare. Con l’Inter gioca 7 campionati, per un totale di 183 presenze. Nel 1982-83 viene ceduto insieme ad Aldo Serene e a Giancarlo Pasinato al Milan, in B. Uno scambio che rientra nell’affare che porterà Fulvio Collovati, fresco campione del mondo, in nerazzurro. «Eravamo in tournèe in Cile, mi sono molto incazzato», racconterà. «Poi ho dovuto ricredermi e sono stato contento. Abbiamo vinto alla grande il campionato, contribuendo alla rinascita del Milan. Con me c’erano ragazzi splendidi e Ilario Castagner, allenatore sensibile e delicato». Poi va al Genoa e al Catania, lasciando definitivamente il calcio professionistico a 31 anni. Tra i dilettanti, nella Solbiatese 1988-89 allenata da Pierino Prati, fa in tempo a conquistare il campionato Interregionale dopo la vittoria nello spareggio di Crema contro il Pro Lissone.

Matteo Vincenzi