Castel Goffredo Dopo ben 70 giorni di astinenza, la Castellana è tornata finalmente alla vittoria. La squadra di Raineri ha così interrotto il digiuno che andava avanti dal 3-2 casalingo con il Città di Albino del 16 novembre. Da lì, solo un pareggio e sei sconfitte, di cui cinque consecutive prima del successo liberatorio di domenica contro la Juvenes Pradalunghese. A prendersi la scena è stato Jacopo Menolli, autore della doppietta che ha fissato il risultato sul 2-0 per i goffredesi. «Abbiamo affrontato una squadra poco incline al gioco di fino, che come tutte le bergamasche ha messo la gara sul piano dell’agonismo – spiega il centrocampista – Siamo stati bravi ad adattarci, considerando che non si tratta del tipo di calcio che amiamo praticare. La società chiedeva di badare meno all’estetica e più all’efficacia, e così è stato. La vittoria conquistata ci permette di ripartire». Quelli di Jacopo sono due gol davvero pesanti, visto il momento complicato che stanno attraversando i biancazzurri: «Sono contento di aver dato il mio contributo per far ripartire la squadra – conferma il metronomo biancazzurro –. In quest’ultima parte della stagione siamo stati decimati dagli infortuni ed è stato molto complicato trovare ritmo e continuità. Ora stiamo lentamente recuperando tutti e vogliamo riprendere a correre. Per quanto mi riguarda, con la Juvenes è iniziato un nuovo campionato, in cui dobbiamo lasciarci alle spalle le partite giocate a cavallo della sosta». Secondo il centrocampista, sarà proprio il rientro di alcuni elementi chiave della rosa a fare la differenza da qui in avanti: «La loro assenza si è sentita. Non solo per la qualità del gioco espresso, ma anche e soprattutto per il carattere quando le cose si mettono male. Questo senza sminuire chi ha giocato al loro posto, e in particolare i giovani. A proposito di giovani, contro la Pavonese hanno assegnato il gol a Daeder, ma l’ultimo tocco è il mio. Oggi sarei a quota 5 e vicino al mio record personale in una stagione – scherza Jacopo –. Tornando seri, avere tutti i giocatori a disposizione ci dà maggiore sicurezza e tranquillità in vista dei prossimi impegni, anche soltanto per questione di ricambi che tengono alto il livello». Bisognerà pensare a salvarsi, certo, ma per il centrocampista c’è ancora tempo per sognare: «Sicuramente c’è ancora la possibilità di inseguire altri e più nobili obiettivi. Oltre alla salute di tutti, servirà sbagliare il meno possibile. Si prospetta un bel girone di ritorno. Se cominciamo a ingranare, come speriamo di aver fatto, allora ci sarà di nuovo da divertirsi». Un banco di prova importante sarà l’appuntamento di domenica prossima. Al Comunale arriva il Carpenedolo per un derby sentito contro i cugini bresciani e contro l’ex allenatore della Caste, Giovanni Arioli, sconfitto all’esordio in panchina: «Loro sono una squadra super attrezzata, che ha speso tanti soldi in estate e non sta raccogliendo quanto sperava. Sarà una partita tosta contro vecchie conoscenze – conclude Jacopo –. C’è una bella amicizia con Arioli e Avanzi ma proveremo a far loro uno sgambetto».

































